mercoledì 20 gennaio 2010

Torino. Striscione No Tav alla CGIL contro Pibiri

Questa sera (20/01/2010) uno striscione con la scritta “Pibiri calunniatore, amico dei padroni” è stato appeso davanti all’ingresso della sede CGIL di via Pedrotti.

Gianni Pibiri, segretario per il Piemonte della Fillea CGIL, in un’intervista rilasciata al quotidiano “La Stampa” del 19 gennaio, a proposito del presidio No Tav di Collegno, ha dichiarato “Gli operai
stavano lavorando nell’area coinvolta dal cantiere legato alle trivelle.
Accade che (…) anarchici o autonomi hanno iniziato a gettare pietre, bottiglie e altri oggetti pericolosi”. Pibiri conclude annunciando di aver presentato denuncia.
Le dichiarazioni di Pibiri sono false, inventate di sana pianta al solo scopo di gettare fango su chi, per quattro giorni e tre notti, ha informato i cittadini di Collegno sul progetto Tav, un’opera inutile e dannosa, che servirà solo ad ingrassare la lobby bipartisan del cemento e
del tondino.
Quelli come Pibiri, se realmente fossero interessati alla salute ed al benessere dei lavoratori, dovrebbero occuparsi dei tanti morti nei cantieri, non ultimi quelli del TAV.

Pibiri definisce i No Tav “estremisti che hanno tutto questo tempo libero da dedicare ai presidi e alle violenze”, “figli di papà” che non si “devono guadagnare il pane”. Se Pibiri fosse passato davvero ad un presidio, quello di Collegno o uno degli altri che resistono al Tav a Susa, S. Antonino, Villarbasse, ci avrebbe trovato gente che, uscita dalla fabbrica o dall’ufficio, passa la notte a vigilare, altri che, nella pausa pranzo, passano a condividere il pasto, studenti che ci stanno al pomeriggio e tanti pensionati che ci dedicano ore ed ore. Gente con gli occhi rossi per la mancanza di sonno ma con la schiena ritta per l’orgoglio di una lotta che è, in primo luogo, nell’interesse di chi lavora, non certo dei padroni che lucrano sulla vita di noi tutti.
Ma cosa può saperne un burocrate, uno che non lavora ma fa il funzionario? Uno da sempre schierato a favore di una truffa colossale come il Tav?

Il nostro augurio è che, poco a poco, anche tra gli edili iscritti alla Fillea, cresca la consapevolezza che, se il Tav viene fermato ai blocchi di partenza, tante risorse potrebbero essere usate per cantieri che servano davvero a migliorare la vita di noi tutti, per scuole, ospedali, case, trasporti pubblici sicuri…

Chi volesse leggere per intero l’intervista fatta da Massimo Numa a Gianni  Pibiri la trova sul sito dei Si Tav che promuovono la manifestazione del 24 gennaio al Lingotto:

http://www.sitavtorino.net/?p=117

No Tav Autogestione – Torino
notav_autogestione@yahoo.it

Per completezza di informazione riportiamo il comunicato redatto da chi ha condiviso l’esperienza del presidio di Collegno, dopo l’articolo di Cronacaqui del 16 gennaio dove viene riportato un comunicato della Fillea Cgil sulla medesima vicenda.

Presidio No Tav di Collegno: le menzogne della Fillea-Cgil Sul giornaletto fascista CRONACA QUI di sabato 16 gennaio 2010, Claudio Neve nell’articolo di pag. 15 “OGGI A TORINO CORTEO NOTAV – OPERAI AGGREDITI A COLLEGNO, riporta un comunicato della FILLEA-CGIL Piemonte che afferma. “…alcuni lavoratori edili sono stati fatti oggetto di minacce, lancio di bottiglie e altri materiali contundenti. I lavoratori erano impegnati sulla linea storica e non erano coinvolti nelle operazioni di carotaggio”

L’accusa è rivolta ai NOTAV del presidio di Collegno che per 4 giorni e 3 notti hanno contestato le trivellazioni effettuate con la protezione di un centinaio di poliziotti in assetto antisommossa. Niente di vero!
I NOTAV sono da sempre schierati a favore della salute di tutti. Le linee TAV in Italia hanno totalizzato un morto a chilometro tra gli operai.
Il danno ambientale è irreparabile, enorme il dispendio di denaro pubblico per questa opera inutile. “In 4 giorni intorno ai fuochi del presidio sono passate centinaia di persone: NO TAV di lunga data e cittadini di Collegno. Per 4 giorni, mentre la trivella sondava un terreno già più volte sondato, abbiamo informato chi passava, volantinato in piazze, mercati, scuole!”!

La FILLEA-CGIL Piemonte, ed in particolare il suo segretario Gianni Pibiri, invece si sono ripetutamente schierati per interessi corporativi a favore del TAV, quindi contro la salute dei lavoratori che dovrebbero tutelare.

16 gennaio 2010
Quelli del presidio torinese NOTAV della stazione di Collegno

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