sabato 30 gennaio 2010

CRONACHE DALLA REPRESSIONE...

Ecco il resoconto di una settimana di ordinaria follia...
In un paese sempre più sull'orlo della repressione....
PRIMA PARTE: "VelenA Squ(A)t"....
25.01.2010 comunicato sgombero del Velena: SUL TERZO SGOMBERO DEL VELENA SQUAT

Alle 10:30 di questa mattina, lunedi 25 gennaio, due supereroi della digos si sono presentati in solitaria per sgomberare il Velena Squat , rioccupato  da 2 giorni per la terza volta in un anno.
Nonostante la neve che continua a cadere, gli occupanti sono saliti sul tetto per resistere allo sgombero.
In circa mezzora corso Chieri 19 si riempe di blindati giunti per aiutare i digos intenti a sfondare la porta senza molto successo.
Mentre gli occupanti sono comodamente seduti sul tetto in compagnia dei ragazzi del TeLOS squat di Saronno, la polizia inizia a scoperchiare pericolosamente parti del tetto facendo volare le tegole sulle macchine parcheggiate di sotto. 
Naturalmente la colpa di questi danneggiamenti viene attribuita ai ragazzi sul tetto, accusati di resistenza a pubblico ufficiale.
Un gruppo di solidali nel frattempo ingombra l'ingresso della strada con uno striscione che recita “GIU LE MANI DALLE CASE OCCUPATE”.

La resistenza sul tetto dura tre ore e il presidio di solidarietà cresce di minuto in minuto, mantenendo la strada bloccata. I pompieri giunti con l'autoscala decidono giustamente di andarsene via, senza prestarsi a servigi infami.
Anche questa volta siamo rientrati in una casa completamente abbandonata e in rovina, condannata dal potere alla decadenza.
Ora dei muri che dovrebbero impedirci di entrare rimangono solo macerie. 
Dai fogli consegnati all'uscita apprendiamo di essere accusati di occupazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.
Questo ennesimo sgombero non scalfisce minimamente la nostra volontà di appropiarci di uno spazio abbandonato da autogestire. 
Come recita il muro di corso Chieri 19, il "VELENA VIVE E RITORNERÀ." 

Velena e TeLOS sui Tetti

Cronaca | 27/01/2010 | Torino: contro sgomberi bruciato cassonetto in mezzo alla strada

Torino, 27 gen. - (Adnkronos) - Un cassonetto della spazzatura dato alle fiamme in mezzo alla strada con accanto parte della scritta 'No sgomberi'. E' stato appiccato ieri mattina a Torino in corso Regina Margherita all'altezza del Rondo' della Forca e il gesto, cosi' come si legge in un post firmato 'Schegge impazzite' si legge "contro tutti gli sgomberi una prima risposta".
Una 'rivendicazione' che fa dire alla coordinatrice provinciale del Pdl di Torino Barbara Bonino che "e' la dimostrazione della pericolosita' di questi esponenti dell'estrema sinistra torinese che occupano ancora stabili del Comune a giorni alterni perche' il sindaco Chiamparino e il Pd non hanno scelto se usare il pugno duro o i guanti di velluto. Davanti a queste intimidazioni -prosegue la Bonino- il Comune dovrebbe solo tirare fuori il piano di sgombero promesso e mai presentato perche' se gli anarchici confidano nella strategia di occupare un nuovo stabile dopo ogni sgombero e nell'impunita', il sindaco deve attuare la politica della tolleranza zero". L'incendio del cassonetto si e' verificato il giorno dopo lo sgombero del 'Velena' lo stabile di corso Chieri che un tempo occupava una sede della polizia municipale e che e' gia' stato piu' volte occupato e sgomberato.
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SECONDA PARTE: "La Boccia Squat"
28.01.2010 sgomberata la boccia squat: 
Torino, Giovedi 28 Gennaio 010 Questa mattina è stata sgomberata la Boccia Squat, occupata l'8 Febbraio 2008 sgomberata sgomerata il 18 Febbraio '08 rioccupata il 23 Febbraio '08. 
La polizia è arrivata alla Boccia dopo le 6 e 30, militarizzando la zona. Dentro la casa occupata hanno trovato tre persone, che sono state denunciate per occupazione, ed il cane Eva. 
Gli ex ocupanti, per nulla demoralizzati nè demotivati vi aspettano questa sera alle ore 20 presso il Barocchio Squat per un'assemblea sullo sgombero.
(A) seguire, come tutti i Giovedì, cena Bellavita.

cronologia sgombero: Aggiornamento ore 9.00:
I compagni si stanno muovendo via dalla scena dell'atroce delitto, tiriamo le conta della triste mattinata: un luogo liberato non esiste più, tre compagni sono stati denunciati per occupazione, le forniture sono state staccate (sia luce che acqua), ai compagni è stato permesso di caricare tutto il caricabile sotto la rigida sorveglianza di ingenti forze di repressione.
Si lascia il quartiere parella. Il prossimo appuntamento è questa sera durante la cena bellavita al Barocchio Squat, in strada del Barocchio 27 a Grugliasco, per due chiacchiere sulla situazione.

Aggiornamento ore 8.00:
Il quartiere parella, in particolare nei pressi della Boccia Squat in via giacomo medici, è militarizzato per procedere con le operazioni di sgombero dello stabile. Alcuni compagni trovati nei pressi della casa durante l'operazione repressiva sono stati identificati, non ci sono però ancora notizie di denunce per occupazione e consimili.
I compagni stanno portando via le cose dalla casa, sorvegliati dai voyuer dell'ordine.

 
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TERZA PARTE: "L'oStile Squat"...
29.01.2010  lostile è stato sgomberato! 

Ore 22:00 : sono stati rilasciati con a carico una denuncia per violenza privata in concorso gli 11 compagni che erano stati portati in questura dopo il blitz nel comitato elettorale della Bresso: per 5 di loro anche il foglio di via da Torino nel contempo per le vie del quadrilatero, vicino a Porta Palazzo, si svolgeva un corteo improvvisato di circa mezz'ora, contro gli sgomberi e la militarizzazione striscioni, slogan, interventi al megafono, scritte in solidarietà con gli immigrati, contro il razzismo e la repressione  senza tregua, a testa alta si continua a lottare per la libertà e la giustizia sociale domani (sabato 30-1-010) ore 12 appuntamento davanti all'ostile sgomberato per fare un giro in quartiere, parlare con la gente etc. 

ore 18:30 zona militarizzata : Corso Giulio angolo Corso Brescia. C'è stato un presidio con spicheraggio che è finito qualche minuto prima delle 20.

Dopo le 13:00 una decina di compagni vengono portati al commissariato di via Tirreno.
Il presidio, dentro e fuori il comitato è terminato.

ORE 12:30 arriva la polizia in assetto antisommossa.

alle 12:20, Arrivano tre figuri, che sembravano uomini della digos.I tre 8 (poi riconosciuti come uomini del Servizio d'ordine de PD) si sono avvicinati ai compagni che, fuori dal comitato tenevano lo striscione, hanno estratto le bombolette spray urticanti ed hanno picchiato, con i manganelli telescopico, e spaccato, le teste di tre compagni. C'è sangue ovunque. Su una vetrina del comitato elettorale è stata fatta una A cerchiata con il sangue di un compagno.

aggiornamento da Radio Blackout ore 12:15 in questo momento è stato occupato, da una trentina di solidali, il comitato elettorale della Bresso, sito in piazza palazzo di città . Ci sono sia compagni fuori dal comitato, sia dentro, tenedo la porta ben aperta, in modo che i compagni non vengano denunciati per sequestro di persona.

venerdì 29 gennaio 010 questa mattina, all’alba è stato sgomberato Lostile di corso Vercelli, 32 . La zona è stata completamente militarizzata in un raggio di centinaia di metri, in modo che nessuno sì è potuto avvicinare alla casa... La situazione è in continua evoluzione, di ora in ora ascolta Radio Blackout Torino 105.250 F.M apprendiamo dall’ Info radio che alle ore 11:45 del mattino i SEI occupanti sono ancora nel commissariato di polizia in via Tirreno.
QUESTA SERA, VENERDI’ 29/1 ORE 18:30 GANCIO CORSO GIULIO CESARE/CORSO BRESCIA.

giovedì 28 gennaio 2010

Torino - Sgomberata la Boccia Squat


riceviamo e pubblichiamo

Aggiornamento ore 9.00

I compagni si stanno muovendo via dalla scena dell'atroce delitto, tiriamo le conta della triste mattinata: un luogo liberato non esiste più, tre compagni sono stati denunciati per occupazione, le forniture sono state staccate (sia luce che acqua), ai compagni è stato permesso di caricare tutto il caricabile sotto la rigida sorveglianza di ingenti forze di repressione.

Si lascia il quartiere parella. Il prossimo appuntamento è questa sera durante la cena bellavita al Barocchio Squat, in strada del Barocchio 27 a Grugliasco, per due chiacchiere sulla situazione.



Aggiornamento ore 8.00

Il quartiere parella, in particolare nei pressi della Boccia Squat in via giacomo medici, è militarizzato per procedere con le operazioni di sgombero dello stabile. Alcuni compagni trovati nei pressi della casa durante l'operazione repressiva sono stati identificati, non ci sono però ancora notizie di denunce per occupazione e consimili.

I compagni stanno portando via le cose dalla casa, sorvegliati dai voyuer dell'ordine, per ora non ci sono ulteriori notizie, rimanete all'ascolto di radio blackout 105,250 Fm per novità.


Nelle ultime settimane a Torino, fronte occupazioni.

Cronologia

8 gennaio 2010 Viene Rioccupato L'Ostile

22 gennaio 2010 Viene rioccupato il Velena Squat

25 gennaio 2010 Sgomberato il Velena

26 gennaio 2010 Roghi nella mattina in solidarietà alle occupazioni

27 gennaio 2010 Per T'orino cronaca non è successo niente. Solo rivendicazioni campate in aria. Sgomberano "La Boccia Squat"

I Luoghi sotto immediato attacco

La Boccia Squat: il fu "circolo eva e leotta" occupato nel febbario del 2008 viene sgomberato, rioccupato, gli occupanti vengono denunciati direttamente dal comune costituitosi parte civile (primo caso nella storia), lo stabile viene venduto alla INEP Spa ed oggi sgomberato.

Il Velena Squat: occupato la prima volta nel febbraio del 2009, sgomberato, rioccupato a marzo, sgomberato nuovamente e rioccupato 5 giorni fa e sgomberato l'altro ieri. Chissà come continuerà questa storia?

LoStile occupato: occupato il 6 novembre 2009, sgomberato dopo violente cariche e parapiglia generale a dicembre, rioccupato a gennaio. LoStile ultimo arrivato continua a pieno regime con le iniziative.



Questa mattina si sono presentati in assetto antisommossa le forze di repressione statale al 121 di via giacomo medici, per sgomberare con forza la "Boccia Squat" occupata da anni.

Presto maggiori informazioni, portate solidarietà!
Gio, 28/01/2010 – 06:56

lunedì 25 gennaio 2010

video dell'incendio al presidio NO TAVdi Borgone!

Torino - Il Velena Squat sgomberato [Aggiornamenti]


SUL TERZO SGOMBERO DEL VELENA SQUAT




Alle 10:30 di questa mattina, lunedi 25 gennaio, due supereroi della digos si sono presentati in solitaria per sgomberare il Velena Squat, rioccupato da 2 giorni per la terza volta in un anno.

Nonostante la neve che continua a cadere, gli occupanti sono saliti sul tetto per resistere allo sgombero.

In circa mezzora corso Chieri 19 si riempe di blindati giunti per aiutare i digos intenti a sfondare la porta senza molto successo.

Mentre gli occupanti sono comodamente seduti sul tetto in compagnia dei ragazzi del TeLOS squat di Saronno, la polizia inizia a scoperchiare pericolosamente parti del tetto facendo volare le tegole sulle macchine parcheggiate di sotto.

Naturalmente la colpa di questi danneggiamenti viene attribuita ai ragazzi sul tetto, accusati di resistenza a pubblico ufficiale.

Un gruppo di solidali nel frattempo ingombra l'ingresso della strada con uno striscione che recita “GIU LE MANI DALLE CASE OCCUPATE”.

La resistenza sul tetto dura tre ore e il presidio di solidarietà cresce di minuto in minuto, mantenendo la strada bloccata. I pompieri giunti con l'autoscala decidono giustamente di andarsene via, senza prestarsi a servigi infami.

Anche questa volta siamo rientrati in una casa completamente abbandonata e in rovina, condannata dal potere alla decadenza.

Ora dei muri che dovrebbero impedirci di entrare rimangono solo macerie.

Dai fogli consegnati all'uscita apprendiamo di essere accusati di occupazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

Questo ennesimo sgombero non scalfisce minimamente la nostra volontà di appropiarci di uno spazio abbandonato da autogestire.

Come recita il muro di corso Chieri 19, il VELENA VIVE E RITORNERÀ.

Velena e TeLOS sui Tetti

Questa sera riunione all'Asilo Squat dalle 19.



Il Velena Squat, rioccupato sabato in corso chieri 19, a Torino, è sotto sgombero da parte delle forze dell'ordine.

Portate solidarietà! Ascoltate radio blackout, 105,250

10.30 - Alcuni digossini provano a guadagnarsi la promozione tentando lo sgombero del Velena. Senza attendere l'arrivo della celere scassinano la porta, ma gli occupanti riescono a salire sul tetto.

10.50 - Arriva la celere

11.00 - Arrivano i primi solidali

11.20 - Arrivano i pompieri con l'autoscala. Non viene ancora piazzata, ma forniscono una scala alla polizia per accedre alla botola e al tetto dall'interno. I 5 occupanti resistono sul tetto sotto una forte nevicata.

11.30 - I pompieri si accingono a piazzare delle corde sul tetto, la neve rende il tetto un luogo pericoloso. Gli sbirri smontano le tegole da sotto i piedi degli occupanti.

12.00/13.00 - I solidali bloccano per circa un'ora c.so Chieri frapposti a un cordone di forze dell'ordine

13.45 - Gli occupanti scendono dal tetto, nessuno verrà trattenuto o portato in questura. Si scioglie il presidio.

Seguiranno iniziative...






domenica 24 gennaio 2010

23/1/010 : Rioccupato il Velena Squat


Nella tarda serata di Sabato 23 Gennaio 010 é stato Rioccupato il Velena. occupato per la prima volta il 28 Febbraio 2009 sgomberato il 25 Marzo 2009 rioccupato Giovedì 16 Aprile '09 e risgomberato Martedì 20 Ottobre '09.
Da quest'oggi potrete passare al Velena e ritrovare i vecchi amici, dove tutti i giorni si svolgeranno i lavori di ristrutturazione. Per questa settimana, come da tradizione "Torinese" tutti gli appuntamenti fissi dell'Asilo, Barocchio e Mezcal verranno spostati presso la nuova rioccupazione. Velena Squat

Corso Chieri, 19
10132 Torino TO

angolo corso Casale Mezzi pubblici che passano in zona: Bus da Stazione Porta Nuova 61, 68 altro bus che passa in zona: 30, 54, 66

velena rioccupato

venerdì 22 gennaio 2010

UN’ALTRA TRIVELLA A TORINO!

Venerdì 22 Gennaio ore 16:30 
Presidio Notav

Merenda in condivisione davanti alla trivella Tutti portiamo cibi e bevande                           .
ore 01.0 di Venerdì 22 Gennaio: Trivella in via Fermi a Torino Zona militarizata: Centinaia fra carabinieri e Polizia Sono già presenti alcuni Notav!

Via Enrico Fermi
10148 Torino zona Via Reiss Romoli

Come da soffiata di questa sera da parte di un NO TAV, puntualmente di notte, come i ladri e gli assassini, Virano in combutta con il prefetto Padoin e il questore hanno posizionata la trivella per il "sondaggio mediatico" G61 (si veda la scheda e si noti quanti sondaggi di cui hanno i dati sono stati fatti nella zona, indicati con i pallini verdi http://www.torino-lione.it/sondaggi/G61.pdf ) e per vostro orientamento si allega la mappa del sito con le strade di accesso.
Centinaia di poliziotti e carabinieri difendono l’inutile postazione per un inutile sondaggio che foraggerà la campagna elettorale regionale dei partitipiemontesi favorevoli all’opera. E pantalone… paga.



Qui di seguito il Report da indy:

Arrivano sempre più presto. Intorno a mezzanotte e mezza, quando un gruppetto di No Tav giunge per dare un’occhiata alla zona, la trivella per il sondaggio 61, quella di via Fermi, è già piazzata. Un faro potentissimo illumina questa strada nell’estrema periferia torinese, a Basse di Stura, tra le fabbriche e il nulla dell’area limitrofa alla discarica. Polizia e carabinieri sorvegliano l’area. Nella via non c’è nessuno.
Il gruppetto di No Tav decide sui due piedi di tirare fuori le bandiere e improvvisare una protesta. Gli uomini a difesa della trivella e degli interessi milionari che rappresenta vanno in fibrillazione: subito arrivano camionette su camionette, i carabinieri si schierano con il casco calato, i digos si moltiplicano. La scena è surreale. Fari e centinaia di uomini in armi circondano sei No Tav armati di bandiere. La neve che comincia a cadere da il tocco finale.
Il presidio si ingrossa un po’: nell’ora successiva si arriva ad una ventina di manifestanti.
Dopo due ore si tiene una breve assemblea e si decide di lasciare da soli i birilli che sorvegliano la trivella per il super treno.

Appuntamento per il pomeriggio di oggi... 
venerdì 22 gennaio alle 16,30 

per un nuovo presidio con roba da mangiare e da bere e materiale informativo per gli operai delle fabbriche della zona. 
Invitiamo tutti a venire, portando qualcosa da condividere e legna da ardere.
La resistenza continua.

No Tav No Trivelle!

Sabato 23 gennaio alla manifestazione No Tav di Susa invitiamo tutti i No Tav di Torino e cintura a dar vita ad uno spezzone partecipato, che dimostri che l’opposizione al Tav cresce anche nell’area metropolitana.

L’assemblea popolare No Tav svoltasi mercoledì 20 gennaio in corso Ferrucci ha deciso di dar vita ad una sorta di assemblea permanente No Tav No Trivelle che per la manifestazione di Susa sfilerà con lo striscione

“Torino e cintura: sarà dura. No Tav No trivelle!”


Per info:
notav_autogestione@yahoo.it
338 6594361



mercoledì 20 gennaio 2010

Torino. Striscione No Tav alla CGIL contro Pibiri

Questa sera (20/01/2010) uno striscione con la scritta “Pibiri calunniatore, amico dei padroni” è stato appeso davanti all’ingresso della sede CGIL di via Pedrotti.

Gianni Pibiri, segretario per il Piemonte della Fillea CGIL, in un’intervista rilasciata al quotidiano “La Stampa” del 19 gennaio, a proposito del presidio No Tav di Collegno, ha dichiarato “Gli operai
stavano lavorando nell’area coinvolta dal cantiere legato alle trivelle.
Accade che (…) anarchici o autonomi hanno iniziato a gettare pietre, bottiglie e altri oggetti pericolosi”. Pibiri conclude annunciando di aver presentato denuncia.
Le dichiarazioni di Pibiri sono false, inventate di sana pianta al solo scopo di gettare fango su chi, per quattro giorni e tre notti, ha informato i cittadini di Collegno sul progetto Tav, un’opera inutile e dannosa, che servirà solo ad ingrassare la lobby bipartisan del cemento e
del tondino.
Quelli come Pibiri, se realmente fossero interessati alla salute ed al benessere dei lavoratori, dovrebbero occuparsi dei tanti morti nei cantieri, non ultimi quelli del TAV.

Pibiri definisce i No Tav “estremisti che hanno tutto questo tempo libero da dedicare ai presidi e alle violenze”, “figli di papà” che non si “devono guadagnare il pane”. Se Pibiri fosse passato davvero ad un presidio, quello di Collegno o uno degli altri che resistono al Tav a Susa, S. Antonino, Villarbasse, ci avrebbe trovato gente che, uscita dalla fabbrica o dall’ufficio, passa la notte a vigilare, altri che, nella pausa pranzo, passano a condividere il pasto, studenti che ci stanno al pomeriggio e tanti pensionati che ci dedicano ore ed ore. Gente con gli occhi rossi per la mancanza di sonno ma con la schiena ritta per l’orgoglio di una lotta che è, in primo luogo, nell’interesse di chi lavora, non certo dei padroni che lucrano sulla vita di noi tutti.
Ma cosa può saperne un burocrate, uno che non lavora ma fa il funzionario? Uno da sempre schierato a favore di una truffa colossale come il Tav?

Il nostro augurio è che, poco a poco, anche tra gli edili iscritti alla Fillea, cresca la consapevolezza che, se il Tav viene fermato ai blocchi di partenza, tante risorse potrebbero essere usate per cantieri che servano davvero a migliorare la vita di noi tutti, per scuole, ospedali, case, trasporti pubblici sicuri…

Chi volesse leggere per intero l’intervista fatta da Massimo Numa a Gianni  Pibiri la trova sul sito dei Si Tav che promuovono la manifestazione del 24 gennaio al Lingotto:

http://www.sitavtorino.net/?p=117

No Tav Autogestione – Torino
notav_autogestione@yahoo.it

Per completezza di informazione riportiamo il comunicato redatto da chi ha condiviso l’esperienza del presidio di Collegno, dopo l’articolo di Cronacaqui del 16 gennaio dove viene riportato un comunicato della Fillea Cgil sulla medesima vicenda.

Presidio No Tav di Collegno: le menzogne della Fillea-Cgil Sul giornaletto fascista CRONACA QUI di sabato 16 gennaio 2010, Claudio Neve nell’articolo di pag. 15 “OGGI A TORINO CORTEO NOTAV – OPERAI AGGREDITI A COLLEGNO, riporta un comunicato della FILLEA-CGIL Piemonte che afferma. “…alcuni lavoratori edili sono stati fatti oggetto di minacce, lancio di bottiglie e altri materiali contundenti. I lavoratori erano impegnati sulla linea storica e non erano coinvolti nelle operazioni di carotaggio”

L’accusa è rivolta ai NOTAV del presidio di Collegno che per 4 giorni e 3 notti hanno contestato le trivellazioni effettuate con la protezione di un centinaio di poliziotti in assetto antisommossa. Niente di vero!
I NOTAV sono da sempre schierati a favore della salute di tutti. Le linee TAV in Italia hanno totalizzato un morto a chilometro tra gli operai.
Il danno ambientale è irreparabile, enorme il dispendio di denaro pubblico per questa opera inutile. “In 4 giorni intorno ai fuochi del presidio sono passate centinaia di persone: NO TAV di lunga data e cittadini di Collegno. Per 4 giorni, mentre la trivella sondava un terreno già più volte sondato, abbiamo informato chi passava, volantinato in piazze, mercati, scuole!”!

La FILLEA-CGIL Piemonte, ed in particolare il suo segretario Gianni Pibiri, invece si sono ripetutamente schierati per interessi corporativi a favore del TAV, quindi contro la salute dei lavoratori che dovrebbero tutelare.

16 gennaio 2010
Quelli del presidio torinese NOTAV della stazione di Collegno

domenica 17 gennaio 2010

Salutiamo Luca della Biblioteca Anarchica l’Idea di Roma


E' morto Luca di Roma, della Biblioteca Anarchica l'Idea e del Torre Maura Occupata.
E' con grande sgomento e dolore che va il nostro cordoglio alle compagne ed ai compagni romani.
Luca lo ricordiamo nelle sue ultime salite, quassù in Piemonte:
lo ricordiamo in corteo, al nostro fianco per le vie del centro di Alessandria per il Corteo contro il pacchetto di sicurezza.
Lo ricordiamo con noi a Torino, il mese scorso, al corteo contro sgomberi e repressione e poi in serata, tutti assieme a cenare presso l'Asilo Squat.
Ieri, 16 Gennaio, alcuni di Noi eravamo a Livorno per una manifestazione nazionale contro gli omicidi di stato e Tu eri lì al Nostro fianco a gridare la Nostra rabbia contro lo Stato Assassino.
Ciao Luca Non ti dimenticheremo mai.
I Compagni e le Compagne che hanno avuto il piacere di conoscerti !
Autoproduzioni Fenix!
per
Torino Squatters

Qui sotto l'annuncio apparso su Informa-azione:

Roma
Lunedì 11 Gennaio 2010
Ciao Luca. Un saluto a pugno chiuso dai compagni e le compagne di informa-azione. Seguono alcuni messaggi pervenuti
Ieri, a soli 42 anni, ci ha lasciato Luca, Compagno anarchico di cui tutti abbiamo apprezzato l'umanità, la serietà e l'impegno generoso nelle lotte.
Luca è stato uno dei principali animatori della Biblioteca anarchica "L'idea" a Roma, nella zona del Pigneto e di Torre Maura occupata.
Ciao Luca, il tuo ricordo sarà sempre vivo nei nostri cuori!

Comitato contro carcere e repressione "G. Faina" - Roma

Attentato al presidio di Bruzolo

In serata (16/01/2010) intorno alle 20.00 il presidio no tav di Bruzolo ha subito un attacco incendiario. Grazie all’intervento dei militanti no tav e in seguito ai pompieri le fiamme non si sono propagate all’intera struttura che però è stata pesantemente dannegggiata. E’ la seconda volta che il presidio subisce un vile attacco, la lobby del tav non riuscendo a piegare il movimento tenta in tutti i modi di intimorire la Valle, ma ci va ben altro. Fermi e determinati continueremo la nostra lotta ricostrunedo il presidio e inaugurandone uno nuovo ogni qualvolta dovremo difendere il nostro territorio.

17/01 ore 17 assemblea al presidio Maiero- Meyer all’autoporto di Susa

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La val Susa risponde:

La Val Susa non ha paura: 5000 fiaccole in corteo a Bruzolo

In nemmeno 24 ore è arrivata la risposta, determinata e senza paura, del popolo No Tav.

Questa sera in 5mila persone, uomini e donne della Valle che resiste, si sono trovate nel paese valsusino di Bruzolo per partecipare alla fiaccolata indetta dopo l'assemblea straordinaria tenutasi ieri sera al presidio all'autoporto di Susa. Ieri sera, tornando dalla partecipata marcia No Tav No Sondaggi a Torino, i No Tav si sono accorti dell'infame attacco incendiario contro il presidio No Tav di Bruzolo.


Questa sera la prima replica a chi pensava di intimidire il movimento contro l'alta velocità... 5mila in corteo! Una partecipazione di cuore, sentita e immediata: dal presidio di Bruzolo è quindi partita intorno alle 21 una fiaccolata che ha raggiunto il municipio di Bruzolo, palesando la risposta del movimento No Tav contro provocazioni e minacce, forte e determinato nel respingere le insidie di chi tenta ogni via per provare a scardinare la potenza di un movimento forte e radicato.

Straordinaria la risposta della Val Susa, costruita in nemmeno 24 ore, che se da una parte conferma quel che fino all'oggi i No Tav han saputo dimostrare, dall'altra parte non smette mai di stupire per le sue capacità il suo radicamento e la sua potenza. Un movimento che stasera ha dato solo la prima risposta, spontanea ed emotiva, al vile attacco contro il presidio di Bruzolo: sabato 23 febbraio un'altra marcia si darà dal presidio all'autoporto fino a Susa.

Che ciò sia "d'insegnamento" anche per coloro che pensano di presentarsi in Valle con trivelle e blindati...



Scende in marcia la Torino NoTav!





Una grande risposta dalla Torino No Tav: migliaia e migliaia di persone in marcia contro i sondaggi, attraversando l’appuntamento cittadino indetto dall’assemblea No Tav di mercoledi 13 gennaio all’università di Torino. 3mila persone in piazza, per dire no ai sondaggi, espressione dell’opposizione torinese al Tav, in appoggio ai ribelli della Valsusa.

Una scadenza che cade mentre si annuncia l’avvio delle trivellazioni sul territorio metropolitano, sotto il bombardamento mediatico della stampa mainstream che inneggia all’Alta Velocità e che diffama stereotipamente chi resiste. In 2 giorni le realtà torinesi sono riuscite a mettere quel che è la prima e bella pietra posata in città contro il piano sondaggistico, in solidarietà e appoggio al movimento No Tav della Val Susa. Tantissime persone hanno quindi partecipato a quello che è diventato un corteo che ha superato ogni più ottimistica aspettativa dei movimenti: tanti e tante torinesi hanno voluto esserci quest’oggi, marciando verso i siti delle trivellazioni in programma, gridando, come in Valle, “No Tav No Sondaggi”, imbastendo un primo segmento del persorso di contestazione dei sondaggi a Torino. Alla marcia hanno voluto partecipare anche Luca Persino (O’ Zulù), leader dei 99 Posse, e Gianni Vattimo, parlamentare europeo. Da piazza Massaua i No Tav torinesi, che hanno raccolto anche la presenza e la vicinanza del movimento No Tav valsusino, presente con una buona delegazione, si sono diretti verso quelli che sulle mappe dell’Osservatorio sono indicati come i luoghi delle trivellazioni in programma, tornando poi nuovamente, sempre in corteo, al luogo del concretramento, chiudendo una grande giornata per la Torino No Tav, per chi si batte contro l’Altà Velocità.

La Valle perdura nella resistenza, diffusa e radicata l’irrudicibilità al progetto del Tav, dopo 20 anni di lotte e opposizione popolare. Nemmeno un chiodo è stato piantato nel suolo di un territorio che la sua gente difende, le truppe che si sono presentate la scorsa settimana al nuovo presidio di Susa hanno dovuto fare dietrofront, “dalla Valle non si passa, questa è la nostra terra”. Che ne dica la stampa nazionale e locale, quest’ultima impegnata in tutta la sua bassezza nel racconto dell’irreale, nella propaganda assordante che spaccia 2 buchi fatti in territori irrangiungibili e supersovergliati come l’inizio della costruzione della grande opera, nella diffamazione di un movimento popolare reale che non può che ridere dinnanzi alla mistificazione e alla bugia ordinata. La Val Susa è il territorio interessato dall’80 del progetto Tav, i sondaggi in via di realizzazione sono ben distanti dal labire una Valle che si continua a difendere e si difenderà dalla voracità del partito del Tav, che si presenti in giacca e cravatta come in divisa.

Una straordinaria mobilitazione No Tav No Sondaggi quella di quest’oggi a Torino, territorio sul quale, anche qui, si dovrà fare i conti con chi si oppone e resiste. A Sarà Dura, sempre per loro!











venerdì 15 gennaio 2010

Collegno - Presidio No Tav: breve cronaca della giornata


Questa mattina la polizia ha circondato il presidio No Tav di Collegno, minacciando lo sgombero. La trivella aveva terminato a tempo di record – con ritmi da 16 ore al giorno – il carotaggio e la polizia voleva che se ne andasse indisturbata. Dopo un po’ di tensione gli uomini dell’antisommossa hanno spintonato i presidianti che si erano piazzati all’ingresso. I compagni che avevano provato ad accompagnare a casa la trivella sono stati fermati dalla polizia.
Il presidio è stato smontato, il piazzale di fronte alla stazione ripulito ed è subito partita un’assemblea al vicino Mezcal squat. Per tutti è stata un’esperienza positiva di resistenza ed informazione, un utile punto di partenza per il prossimo futuro. Per quattro giorni e tre notti alla stazione di Collegno abbiamo dato vita al primo presidio permanente No Tav nell’area metropolitana di Torino, dove di soppiatto era stata piazzata una trivella per i sondaggi preliminari per il Tav.
Gli operai della RCT del gruppo Trevi hanno lavorato circondati da carabinieri, poliziotti e finanzieri in tenuta antisommossa a loro volta assediati da un numero crescente di manifestanti.
I media hanno gridato vittoria ma in valle come a Torino abbiamo dimostrato che le uniche ragioni dei si tav sono quelle della forza e, con la forza bruta, la militarizzazione di intere città e paesi, l’imposizione con blindati e manganelli, non faranno molta strada. Se per fare un buchetto devono impiegare 1000 uomini in armi gli servirà l’esercito per impiantare i primi cantieri.
In quattro giorni, intorno ai fuochi del presidio sono passate centinaia di persone: No Tav di lunga data e cittadini di Collegno desiderosi di capire. In tanti hanno portato qualcosa da mangiare o legna da ardere, segno di una solidarietà cresciuta giorno dopo giorno.
Per tre giorni, mentre la trivella sondava un terreno già più volte sondato, abbiamo informato chi passava, volantinato in piazze, mercati e scuole Ogni sera abbiamo condiviso il cibo e discusso in lunghe assemblee e in piccoli gruppi: un ‘esperienza di socialità e di autogestione preziosa per un movimento che cresce nella lotta e nella resistenza.
In almeno un’occasione i rubinetti dell’acqua sono diventati no tav e i lavori sono stati disturbati e rallentati. Ieri la polizia ha bloccato un tentativo di incatenarsi alla trivella. La prossima volta, con il crescere il movimento popolare, si potranno anche bloccare.
Oggi come nel 2005 un popolo che resiste, passo dopo passo, vince. Sarà dura ma ce la faremo.

Domani il Presidio torinese No Tav della stazione di Collegno sarà alla
marcia No Tav delle 14,30 in piazza Massaua.

Mercoledì 20
assemblea popolare No Tav – aperta a tutti per discutere e coordinare le
prossime iniziative
Appuntamento alle 21 nella sala di corso Ferrucci 65a

No Tav No trivelle

A Torino e in Val Susa stanno cercando di imporre i sondaggi per il TAV. Il Tav – Treno ad alta velocità - è un opera inutile, dannosa, distruttiva.
Un’opera che ha già devastato mezza Italia. Ovunque inquinamento del suolo, rumore insopportabile, perdita di fonti idriche, distruzione irreversibile dell’ambiente, case abbattute, città spezzate in due da muraglioni. Ogni chilometro di linea TAV costruita in Italia è costato la vita ad un lavoratore. Una montagna di soldi pubblici sono stati sottratti ai treni per chi lavora, alle scuole per i nostri figli, ad una sanità decente per tutti. Ha guadagnato chi costruisce – la lobby del cemento e del tondino, amici e destra come s sinistra, abbiamo perso noi tutti.

In molti credono che il TAV Torino-Lyon sia solo un affare valsusino ma si sbagliano: l’impatto dell’opera e dei cantieri che sarà fortissimo ovunque.
Con il nuovo tracciato il Tav attraverserà la città, taglierà in due la tangenziale, demolirà case. Ci aspettano decenni di cantieri e di disagi, per far guadagnare i soliti noti. Gli stessi che hanno distrutto le falde acquifere per fare le gallerie Tav in Mugello, gli stessi della eterna Salerno/Reggio Calabria, gli stessi che all’Aquila hanno costruito un ospedale, nuovo, “antisismico”, che si è polverizzato alla prima scossa di terremoto.
Cagnardi, l’architetto che ha preparato il progetto per Torino, ha chiamato “birillo” una casa ad otto piani sul percorso del Tav in città. Che fine fanno i birilli lo sanno anche i bambini. Nei tanti “birilli” che il Tav incontrerà sulla sua strada, ci abitano uomini, donne e bambini, gente che magari ha fatto fatica a mettere insieme i soldi per una casa che verrà espropriata a basso costo. Gli altri, quelli cui la casa non la tireranno giù, il Tav se lo vedranno (e sentiranno) sfrecciare sotto il naso.
La retorica di chi vuole l’opera ad ogni costo è piena di due parole ripetute ossessivamente perché entrino nelle teste di ciascuno di noi. Le parole sono progresso e collegamento con l’Europa: l’immagine è quella della piccola Italia schiacciata dietro la catena alpina, mentre fuori corrono veloci treni e autostrade: camion e vagoni pieni di biscotti, caramelle e copertoni che vanno in Francia mentre dalla Francia arrivano biscotti, caramelle e copertoni e in entrambe le direzioni viaggiano le merci prodotte con il sudore e il sangue dei lavoratori dell’Asia e dei mille sud di un mondo dove la globalizzazione della miseria va di pari passo con la globalizzazione delle merci.

Ma a noi, alla nostra vita, serve tutto questo?
I dati, confermati anche dai tecnici governativi, dicono di no. Una linea che collega Torino alla Francia c’è già ed è sotto utilizzata: ogni giorno ci passano 78 treni e ne potrebbero passare 210 prima che la linea si saturi e il faraonico scalo intermodale di Orbassano è utilizzato ad 1/3 della sua potenzialità perché non ci sono merci da trasportare.

Sulla Torino Lione i privati non hanno investito un euro, ma i costruttori si preparano ad incassarne milioni. Soldi pubblici, presi dalle nostre tasche.
Nel 2005 le barricate hanno fermato il Tav: i politici gli hanno riaperto la strada.
Fermarli è possibile. Anche a Torino.

Contro chi devasta il territorio e saccheggia le risorse
Per la vita, la libertà, il futuro di tutti

Presidio torinese No Tav Stazione di Collegno
No Tav Autogestione – Torino
Osservatorio Ecologico - Torino

mercoledì 13 gennaio 2010

[Livorno] manifestazione nazionale contro gli omicidi di stato


la conferenza stampa di Maria Ciuffi - Indymedia piemonte

Concentramento alle Ore 10.00 in Piazza della Repubblica - Livorno:


Hanno confermato la presenza:
MARIA CIUFFI per MARCELLO LONZI
HAIDI GIULIANI per CARLO GIULIANI
PATRIZIA ALDROVANDI per FEDERICO ALDROVANDI
ORNELLA GEMINI per NIKI APRILE GATTI
BIANZINO per ALDO BIANZINO
RITA CUCCHI per STEFANO CUCCHI
MARIA IANNUCCI per IAIO

INFORMIAMO ED INVITIAMO I FAMILIARI DELLE ALTRE VITTIME di STATO A PARTECIPARE ADERENDO:

Ecco qui alcuni appelli alla manifestazione

-inviatecene altri a questo indirizzo:
fenix-occupato@inventati.org
così li posteremo:


dalla Toscana:
16 DICEMBRE 1969 40 anni fa Giuseppe Pinelli Moriva assassinato nei locali Della questura di Milano
……..UCCIDE ANCORA
OGGI COME ALLORA
LO STATO...

SERANTINI, GIULIANI, LONZI, ALDOVRANDI, BIAZINO, APRILE, GATTI, MASTROGIOVANNI, CUCCHI. Centinaia gli uccisi nelle stragi, nelle carceri, nei manicomi,nelle caserme, nelle strade, nei CPT, oggi CIE.

LO STATO SI ASSOLVE COPRENDO I SUOI ASSASSINI. NESSUN GOVERNO VUOLE LA VERITA' NESSUNO STATO DARA'GIUSTIZIA
ADERIAMO CONTRO LA CONTINUA MATTANZA ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE di LIVORNO il 16 GENNAIO IN PIAZZA Della REPUBBLICA alle ORE 10

ANARCHICI TOSCANI

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da Milano:

MORTI DI STATO ovvero ASSASSINATI dallo STATO nelle GALERE ITALIANE e nelle STRADE NELLE CARCERI ITALIANE SI MUORE?

Venerdì 18 dicembre il giovane Uzoma Emeka, 32 anni nigeriano, muore in circostanze misteriose nel carcere di Castrogno (Teramo); tre mesi prima aveva assistito al pestaggio da parte delle guardie di un altro detenuto. Come accade sempre in questi casi le "autorità" spiegano gli omicidi con la solita frase "decesso per cause naturali" ma è sufficiente vedere le foto del corpo di Marcello Lonzi per capire che non c'è assolutamente niente di naturale - eppure dopo più di sei anni, un'archiviazione, una riapertura del caso e un iter di esami e perizie costosissime - per Marcello Lonzi si attende a breve una risposta proprio dalla Procura di Livorno. Purtroppo la lista dei morti nelle carceri italiane è lunga e non ha mai fine (nel 2009 sono stati 175 i morti, il numero più alto registrato dal 2000 ad oggi per un totale di 1564 persone in neanche 10 anni), è un bollettino di guerra, quella stessa guerra che lo Stato Italiano conduce contro i proletari anche mediante le galere. Recentemente la morte di Stefano Cucchi che stranamente ha interessato parecchio stampa e tv, gli stessi che non si sono per nulla occupati della recente archiviazione per la morte di Aldo Bianzino, avvenuta nel carcere di Perugia. Federico Aldrovandi pestato a morte una notte mentre tornava a casa da solo e non dimentichiamo neanche Carlo Giuliani ucciso dal potere che veniva duramente contestato nelle giornate del G8 di Genova nel 2001. E quante sono le morti che nessuno rivendica, quelle facilmente occultabili, quelle di tanti e tante immigrate che non avendo il permesso di soggiorno scompaiono come se non fossero mai esistiti? E nei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), cioè galere speciali per soli immigrati/e, sono botte e suicidi, quindi omicidi da parte dello Stato, messi a tacere e considerati effetti collaterali della guerra contro l’immigrazione.
Noi non dimentichiamo né perdoniamo gli assassini in divisa.

NELLE CARCERI ITALIANE SI MUORE PERCHE’ SI VIENE UCCISI.

SABATO 16 GENNAIO 2010 Manifestazione a Livorno Concentramento ore 10.00 in Piazza della Repubblica a Livorno

Apriranno il corteo alcune mamme dei giovani assassinati e
sottolineano che non sono gradite bandiere di partito né passerelle per personaggi politici.
Partenza da Milano in pullman:
ore 7.00 Piazza Monte Titano (dietro alla Stazione FS di Milano Lambrate - Metro Linea 2)
ore 7.30 Famagosta (fermata Metropolitana Linea 2 - Viale Cassala)
Costo del viaggio a/r: più siamo meno paghiamo.
Per informazioni e/o prenotazioni: 328.2315280