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mercoledì 4 agosto 2010

CIE Torino, messaggi per il console del Marocco e i suoi tirapiedi

i reclusi del CIE di Torino hanno ben chiaro il ruolo di complici delle espulsioni dei funzionari del consolato marocchino, infatti hanno scritto dei messaggi a questo proposito e li hanno lanciati fuori dal muro del CIE; qualcuno li ha raccolti ogni giorno è buono per consegnarli al consolato generale del Marocco a Torino, via Belfiore 27 chi fa funzionare la macchina delle espulsioni non va lasciato in pace

lettera al console #1


lettera al console #2




giovedì 22 luglio 2010

Torino - Recluso resite all'espulsione, presidio permanente davanti al Cie

Torino 19 luglio. Un detenuto del CIE di corso Brunelleschi sale sul tetto della sezione viola deciso a resistere. La sezione viola, di solito occupata dalle donne, da mercoledì scorso ospita gli immigrati della sezione bianca, gravemente danneggiata dall’incendio divampato durante la rivolta del 14 luglio.
Il ragazzo sul tetto è quello che, durante la giornata contro i CIE del 10 luglio, aveva lanciato una pallina con dentro la medicina che la Croce Rossa gli aveva dato per curare l’asma, un ottimo farmaco, peccato che fosse scaduto da ben due anni! Un altro recluso si trova in isolamento in attesa dell’imminente deportazione.
Intorno alle 14 comincia a formarsi un presidio solidale davanti all’ingresso del CIE in via Mazzarello. Qualcuno batte un po’ più in là, altri tengono d’occhio l’ingresso.
Purtroppo l’immigrato destinato alla deportazione viene fatto uscire su un cellulare che passa dall’ingresso secondario di corso Brunelleschi.
Sabri, questo è il nome del ragazzo sul tetto, ha il sostegno degli altri reclusi della sezione viola, che promettono di aiutarlo se la polizia dovesse forzare.
Il presidio antirazzista continua in corso Brunelleschi. In serata, complici le percussioni della Torino Samba band, i solidali, che nel frattempo sono cresciuti di numero, si avvicinano al muro del CIE e legano ad un palo una fiaccola. La polizia blocca con due camionette il controviale di corso Brunelleschi.
Per oltre un’ora si susseguono battiture e slogan poi comincia una lunga, partecipata assemblea, che discute come sostenere la lotta di Sabri e degli altri immigrati che, come lui, si sono fatti quasi sei mesi di CIE e, se non vengono deportati subito, potrebbero riguadagnare la libertà tra giovedì e venerdì.
Si decide di fare un presidio permanente davanti al CIE, rimanendo lì giorno e notte. In un batter d’occhio arrivano tavoli, sedie e persino un ombrellone gigante.
I reclusi si fanno sentire con battiture e grida: pare che uno abbia tentato senza successo di fuggire.
Il presidio prosegue ad oltranza. Chiunque possa è invitato a farsi vivo, anche solo per qualche ora, a portare cibo e bevande e, soprattutto, la propria presenza solidale.


E alla fine, dopo tre giorni di ostinata resistenza sul tetto, gli uomini di Maroni si sono presi Sabri. Sono arrivati poco dopo le sei del mattino, con la Celere e i Vigili del Fuoco - che un giorno o l’altro dovranno spiegare esattamente che mestiere fanno, ora che si son messi pure a dar sostegno alle deportazioni -, hanno scavalcato il blocco troppo fragile che i compagni facevano di fronte agli ingressi (quindici su via Mazzarello e quindici alla vecchia entrata di via Monginevro) e lo hanno tirato giù dal tetto: secondo gli altri reclusi dell’area viola, che hanno assistito alla scena, sarebbe stato ferito. Intanto, i compagni che avevano passato tutta la notte in presidio hanno provato a bloccare le due strade che portano al Centro e sono stati presi a manganellate e spintoni, e buttati per terra: nonostante queste scaramucce, però, le strade son rimaste chiuse, bloccate dai solidali ma anche dalla polizia che evidentemente voleva avere mano libera per fare i propri comodi.
Intorno alle sette, una macchina stipata di poliziotti in borghese ha portato via Sabri, seguita da un’ambulanza e dopo una mezz’oretta i compagni hanno tolto i blocchi e se ne son tornati al presidio in corso Brunelleschi.
In questo momento non si sa se Sabri sia in aeroporto, o in Questura, o in qualche ospedale. La sua lotta, però, non è ancora finita: è diventata la lotta di molti che come lui non accettano che la macchina delle espulsioni possa funzionare senza intoppi, così, come se fosse normale. A Caselle c’è chi sta spiegando ai viaggiatori che Sabri è un prigioniero che ha saputo lottare, e che va aiutato. A Roma, gli antirazzisti che presidiavano il tribunale in solidarietà con i ribelli di Ponte Galeria hanno fatto irruzione nel consolato tunisino. A Gradisca e in via Corelli, gli occhi sono puntati su Sabri e sulla sua storia.
A presto aggiornamenti, perché, come si suol dire, non finisce qui. Per chi è a Torino, una assemblea si terrà dalle 15 al presidio di corso Brunelleschi ed un corteo partirà da lì questa sera alle 21.

venerdì 28 maggio 2010

La repressione avanza...

Anche se con un po' di ritardo, dovuto a mille problematiche... Mi pare d'uopo riportare alcune notizie riguardanti il capoluogo sabaudo. Avanza la repressione in quel di Torino, Mercoledì 12 maggio 2010 intorno alle 6 di mattina scatta il blitz delle forze del (dis)ordine. Vengono perquisite diverse abitazioni private e tre squat: Barocchio, Mezcal e infine l'Asilo... Perquisizioni anche al centro sociale Askatasuna.
L'operazione porta tre compagni in carcere: Davide, Luca e Luigi; Altri quattro ai domiciliari e ben nove obblighi di firma. Entro domani (venerdì 28/05/10) il tribunale della libertà dovrà emettere l'esito dell'udienza tenutasi lunedì sul riesame di queste "imponenti misure cautelari.

Ma facciamo un passo indietro e riassumiamo tutti gli avvenimenti...


Intorno alle 6 del mattino, la digos ha perquisito diverse occupazioni (Asilo, Barocchio, Mezcal, Askatasuna) e abitazioni, traendo in arresto tre compagni, notificando alcuni arresti domiciliari (pare siano complessivamenti 4) e ad altri l'obbligo di firma. L'operazione repressiva è una vendetta per i disordini conseguenti al primo sgombero de Lostile, i porvvedimenti sono stati emanati dal PM Rinaudo. E' stata indetta un'assemblea oggi pomeriggio al Mezcal per organizzare le prossime iniziative.

Testimonianza dall'Asilo Squat:


Alle sei di mattina la Digos e la polizia in forze si presentano davanti all'Asilo Occupato: "E' per una notifica" dichiarano agli occupanti che accorrono dopo che la polizia sta tentando di buttar giù la porta di ingresso. Ed invece non è una semplice notifica, è una perquisizione con tanto di sequestro di uno degli occupanti, portato via ancora non si sa di preciso perchè, con quali imputazioni e soprattutto senza che al momento si sappia se verrà rilasciato o se sarà trattenuto.

Polizia e digos hanno sfondato diverse porte con mazze e spranghe di ferro, insultato e spintonato gli occupanti, rei di non aver voluto immediatamente aprire le porte alle forze dell'ordine.
Analoghe perquisizioni sono in corso anche al Barocchio ed al Mezcal, altre due case occupate a Grugliasco e Collegno, ed in case private.
L'ipotesi è che tutta la faccenda derivi dagli scontri che ci furono alla metà di dicembre a Torino, in seguito allo sgombero di una casa occupata, l'Ostile.
Mentre scriviamo la polizia se ne è andata dall'Asilo Occupato, mentre sono ancora in corso le perquisizioni al Barocchio ed al Mezcal.

Comunicato diffuso da tuttosquat.net:

Torino 12 Maggio 2010
Questa mattina, all'alba, la digos della questura di Torino ha effettuato varie perquisizioni nelle stanze delle case occupate Asilo, Barocchio e Mezcal, del centro sociale Askatasuna e in case private. I fatti riguardano lo sgombero dello spazio occupato Lostile di corso Vercelli, avvenuto il 10 Dicembre 2009.
Le misure cautelari riguardano 16 compagni: 3 arrestati, fra loro un ragazzo dell'Asilo. 4 con l'obbligo di firma, fra cui una ragazza ed un ragazzo abitanti presso l'Asilo Squat. 9 con l'obbligo di firma giornaliera.
SOLIDARIETA' A TUTTE LE PERSONE COLPITE DALLA REPRESSIONE
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La risposta della "Torino squatter" non tarda... E, si realizza in un'invasione nel patinato Salone del Libro proprio allo stand di presentazione del libro del prefetto Padoin... Verrà affisso uno striscione anche sulle Porte Palatine, ma l'afflusso di pellegrini venuti a venerare il loro caro e meramente falso lenzuolo creerà tensione... Due ragazzi verrano fermati e tradotti in carcere.

verso le 19 una trentina di compagni ha eluso l'ingente schieramento di forze dell'ordine al Salone del Libro entrando da un ingresso secondario e ha interrotto la vomitevole presentazione di un libro (forse proprio del prefetto Padoin o di qualche bellimbusto simile) con striscione "TUTTI LIBERI" volantinaggio e slogan in solidarietà con gli arrestati del 12 maggio.

Verso le 19 un nutrito gruppo di solidali agli arrestati ed inquisiti dell'ultima "brillante" operazione di lunedì scorso, ha fatto irruzione al salone del libro ed ha interrotto la presentazione del libro scritto dal prefetto di Torino Padoin, che era presente, uno dei responsabili delle violenze di Stato, contro il popolo No Tav, gli immigrati ed i movimenti sociali in lotta. A fianco di Padoin c'erano anche il Procuratore capo di Torino Caselli ed il Procuratore Generale Maddalena. Il gruppo di solidali ha esposto uno striscione con su scritto "Tutti Liberi!", ha fatto un volantinaggio e, da come si è sentito e visto dalle immagini del tg3 Piemonte, urlato slogan di libertà.

Alle 19,20 di ieri i centri sociali sono comparsi anche al SALONE DEL LIBRO, srotolando il loro striscione con su scritto «Benvenuti in questa citta' di oppressori», dando la scossa a una giornata fino a quel momento orfana di polemiche. La protesta, dopo gli arresti di lunedi', aveva come obiettivo il prefetto Paolo Padoin, al Lingotto per presentare il suo LIBRO, e il procuratore capo Caselli, anche lui al Lingotto con il procuratore generale Maddalena. Poco prima, sul sito Indimedia, gli anarchici avevano pubblicato l'ordinanza con i nomi dei 23 poliziotti rimasti feriti durante gli scontri di dicembre al centro l'Ostile di corso Vercelli. Proprio in conseguenza di quei tafferugli la Digos aveva ordinato il blitz di due giorni fa.

In merito all'azione, definita in seguito dalla Busiarda (la stampa), "Assalto alla Sindone" riporto l'articolo del quotidiano torinese... Ricco di imprecisioni, fatti distorti e vere e proprie invenzioni, articolo, che insieme a molti altri a portato il "fantasioso" Massimo Numa a vincere un premio consegnatogli dalla papessa (che secondo lui è un pupazzo...) nella sede di via Roma della stampa...


L'OSTENSIONE TURBATA DAGLI INCIDENTI: UNA QUINDICINA FUGGONO, DUE VENGONO FERMATI E DENUNCIATI Gli squatter all'assalto fra i pellegrini Volevano appendere uno striscione vicino al Duomo: tre agenti feriti negli scontri Inseguiti, scappano Poi volano calci e pugni ai poliziotti davanti a centinaia di fedeli IL GIRO DI VITE La procura moltiplica le operazioni contro gli antagonisti I fronti contrapposti Proteste e tensioni dopo ogni retataLa difficile battaglia per evitare la radicalizzazione Retroscena RAPHAEL ZANOTTI La polemica del prefetto Padoin... continua


Le azioni continuano Sabato 15 maggio con un presidio/corteo che partirà da porta palazzo farà un giro nel quartiere fino a raggiungere i pressi de "lOsile" per informare tutti quanti, di quello che sta accadendo in città. Nel pomeriggio il presidio sotto al carcere dove sono detenuti i compagni.


Qui un breve resoconto redatto dall F(A)I

martedì 4 maggio 2010

"Il maschio lo faccio a casa con mia moglie"



"Il maschio lo faccio a casa con mia moglie", così ha orgogliosamente tuonato un poliziotto mentre perquisiva la borsa di una compagna alla pretestuosa ricerca di esplosivo e trovandovi, invece, pericolosissimi appunti universitari.
Ma partiamo dall'inizio. Nei giorni scorsi era cominciato lo sciopero della fame nel Cie di Bologna; degli scioperanti ieri 15 sono stati trasferiti nel Cie milanese dove, per l'occasione, è stata "inaugurata" una nuova sezione. Questa mattina un gruppo di compagne/i si è ritrovato in via Barontini a Bologna, dove hanno sede gli uffici dei giudici di pace, per fare un'iniziativa informativa sul ruolo di questi giudici nel dispositivo detenzione-espulsione di donne e uomini migranti ed esprimere la propria solidarietà a chi, rinchiuso nei lager per migranti, sceglie di reagire. Armate/i di volantini, hanno gironzolato per i corridoi dello stabile, volantinando e spiegando alle persone presenti che il giudice di pace non è solo colui cui si ricorre contro le multe ma anche quello che dà le espulsioni, convalida la detenzione nei lager di Stato nel momento in cui vi viene rinchiuso/a chi non ha il permesso di soggiorno e prolunga, poi, fino a 180 giorni quella detenzione in base alle nuove norme del "pacchetto sicurezza".
L'edificio non era particolarmente affollato, per cui ad un certo punto le/i solidali, finito di volantinare, hanno deciso di andarsene, ma non avevano ancora fatto nemmeno 100 metri che, sul marciapiede, la Digos si è parata loro davanti chiedendo i documenti. Da quel momento e per ben quattro ore le/i solidali sono dovute/i rimanere sotto il sole mentre arrivavano macchine della polizia, altri Digos e perfino l'immancabile camionetta addobbata di agenti in tenuta antisommossa. Ad una compagna che stava telefonando è stato intimato di non farlo – per altro con scarsi risultati, dato che nell'arco di 10 minuti sono state fatte diverse dirette con le radio di movimento.
Intanto, non paghi di aver fermato e identificato il pericolosissimo gruppo di ben 15 compagne/i, i tutori dell'ordine hanno deciso di procedere alle perquisizioni di borse, zaini e giubbotti, "Per controllare se non avete esplosivi" (testuali parole!). Indossando degli eleganti guanti da ippica marca Decathlon - come hanno tenuto a specificare - hanno cominciato a frugare tra fazzolettini usati, agende, portafogli, pacchetti di sigarette, assorbenti, buste di tabacco e cianfrusaglie varie. Il bottino è stato magro: han trovato solo un paio di striscioni e un megafono (pure un po' scassato...), prontamente sequestrati! A quel punto era chiaro che quel plico di fogli nella borsa di una delle compagne non poteva che essere una risoluzione strategica per rivendicare chissà quale azione. Erano, invece, appunti universitari e fotocopie di un libro per un esame. Inutile starglielo a spiegare: hanno comunque voluto visionare pagina per pagina quei pericolosissimi appunti. Nel frattempo cominciavano ad arrivare i giornalisti, che venivano a loro volta identificati.
Insomma, facendola breve, il pericolosissimo gruppo è stato trattenuto per quattro ore, dalle 11 alle 15, generando un altrettanto pericoloso bivacco sul marciapiede mentre i tutori dell'ordine compilavano, ad una ad una, le notifiche per manifestazione non autorizzata in presenza dell'avvocato. E così un volantinaggio solidale con i dannati e le dannate della terra si trasforma immediatamente, nella mente dei questurini, in un ottimo pretesto per agire una "maschia" repressione.
La sintesi è presto fatta: per immigrati e immigrate c'è il Cie, per compagne e compagni solidali c'è il Cile...


Blitz anti-Cie in duomo Modena

02 maggio
Giovani con megafono e volantini interrompono messe delle 11




(ANSA) - MODENA, 2 MAG - Un gruppo di giovani con megafoni e volantini ha interrotto la messa delle 11 nel Duomo di Modena, protestando contro i Cie. Di fronte ai fedeli attoniti, i manifestanti hanno gridato frasi contro l'associazione La Misericordia (e il suo presidente, il medico Daniele Giovanardi, fratello del sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlo) che gestisce i Cie di Modena e Bologna. Sono anche stati lanciati volantini, non firmati, che definiscono i centri dei lager.

lunedì 12 aprile 2010

Stanno rubando altri due mesi di vita a Joy, Debby e Priscilla!


Venerdì lo avevano confermato a Debby e Priscilla rinchiuse nel Cie di Torino e questa mattina anche a Joy rinchiusa nel Cie di Modena: per tutte e tre altri due mesi di vita dentro i lager italiani. Per quanto riguarda Florence e Hellen rinchiuse nel Cie di Roma si aspetta di sapere la loro sorte, ma con tutta probabilità anche per loro sarà la stessa. Sono state sfruttate, rinchiuse in un Cie, mandate in carcere, fatte ritornare in un Cie, hanno tentato di deportarle nel loro paese dove la loro vita sarebbe stata messa in pericolo, ma non basta: devono continuare a stare rinchiuse in nome di una sicurezza e del rispetto di una legge che serve solo come strumento di manipolazione, oppressione e guadagno per chi la detiene.

Vi ricordiamo che per oggi sono previste iniziative contro i Cie e le deportazioni:
* Bologna: sotto le due Torri dalle 18
* Palermo:
in via Cavour (nei pressi della Feltrinelli) alle 17.30


Invitiamo le realtà antirazziste a costruire nei propri territori iniziative e mobilitazioni contro i Cie, le deportazioni e le norme liberticide e razziste del pacchetto sicurezza.

Se vuoi telefonare ai tre Cie dove le ragazze sono imprigionate per dire la tua e protestare:

Cie di Modena : 05451690
Cie di Torino: 011.558.99.18 - 011.558.87.78 – 011.558.98.15
Cie di Roma: 06.658.542.15 - 06.658.542.28

domenica 14 febbraio 2010

CIE - aggiornamenti vari

Di fronte alla mobilitazione partita a Como, ma anche a Brescia e a Mantova per ostacolare il rientro dentro ai Centri delle rivoltose di Corelli, gli uomini di Maroni hanno deciso di anticipare le mosse, “scarcerando” le recluse nel pieno della notte e dribblando così i solidali.

Di nuovo Cie, dunque, per Joy, Debby, Hellen, Florence e Priscilla. Oggi sarebbe dovuto “uscire” pure Mohammed, che come sapete ha preferito uccidersi nella sua cella di San Vittore per evitare di passare ancora sei mesi in gabbia.

Intanto, i solidali che si erano piazzati a Como ad aspettare Joy ed Hellen si stanno muovendo verso il Cie di via Corelli, a Milano, dove è previsto un presidio per le 12. A Torino, invece, l’appuntamento è per le 21 di oggi, di fronte al Cie di corso Brunelleschi.

Non sappiamo se i trasferimenti delle cinque siano ancora in corso o si siano già concludi. Da quello che sappiamo, le destinazioni sono: Milano, per Priscilla; Torino, per Debby; Roma, per Florence ed Hellen; Modena, per Joy.

Ascolta il resoconto della mattinata raccolto questa mattina da Radio Blackout:

Scioperi nei Centri. Parallelamente alle iniziative fuori, stanno partendo anche delle mobilitazioni all’interno dei Centri. A Roma da questa mattina una parte dei reclusi è in sciopero della fame, e pure a Torino - dove il Centro oramai è raddoppiato e dove Abdel Aziz e un altro recluso sono già in lotta da una settimana - si sono uniti alla protesta.

antirazzisti Milano

Con la notizia della deportazione di Hellen e Florence dal carcere di Brescia al CIE di Ponte galeria si chiude il quadro dell'operazione poliziesca iniziata furtivamente in notturna.
Tutte le ribelli sono tornate nei luoghi in cui è cominciata la loro odissea. Joy da modena fa sapere che sta bene pur se la aspettano altri sei mesi di reclusione.

Per contro il movimento antirazzista sta cercando di organizzare una risposta adeguata Eccone il quadro:
* E' in corso in questo momento un presidio sotto il CIE milanese di via Corelli. Presenti una cinquantina di solidali. Invitiamo tutti a raggiungere il presidio
* E' fissata un'iniziativa analoga a Modena a partire dalle 14,30
* La situazione si ripete a Torino, in C.so Brunelleschi alle 21

Nei CIE frattanto, diversi prigionieri a Milano, Torino e Ponte Galeria hanno deciso di unirsi alla protesta iniziando uno sciopero della fame.

fonte


Torino:

nella sera di venerdi 12.2 intorno alle 21.00 una quarantina di antirazzisti hanno portato solidarietà ai reclusi del CIE di corso Brunelleschi a Torino

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In particolare l'iniziativa era per salutare Debbie e per sostenere lo sciopero della fame di diversi reclusi, tra cui Aziz, sciopero che sembra stia coinvolgendo vari centri in Italia.
C'è stata musica, interventi al microfono, slogan, attacchinaggio, petardi, fuochi artificiali, battitura.
Da dentro si sono fatti sentire moltissimo, e hanno bruciato dei materassi come si è visto dalle colonne di fumo che si alzavano.
Dopo un'ora circa il presidio si è spostato all'angolo con via Monginevro, perchè adesso è stato completato il raddoppio del centro (da 90 a 180 posti, anche se non è chiaro quanti reclusi ci sono) e le aree nuove sono all'angolo con la suddetta via.
Verso le 23 la celere ha iniziato a schierarsi, allora l'impianto è stato ritirato mentre la battitura e gli slogan sono proseguiti. Una parte dei presidianti ha provato a muovere in un mini-corteo intorno al muro di cinta, ma la celere l'ha impedito; ne è derivato un blocco del traffico in via Monginevro per alcuni minuti.
Intorno alle 23,45 il presidio si è sciolto.

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venerdì 22 gennaio 2010

UN’ALTRA TRIVELLA A TORINO!

Venerdì 22 Gennaio ore 16:30 
Presidio Notav

Merenda in condivisione davanti alla trivella Tutti portiamo cibi e bevande                           .
ore 01.0 di Venerdì 22 Gennaio: Trivella in via Fermi a Torino Zona militarizata: Centinaia fra carabinieri e Polizia Sono già presenti alcuni Notav!

Via Enrico Fermi
10148 Torino zona Via Reiss Romoli

Come da soffiata di questa sera da parte di un NO TAV, puntualmente di notte, come i ladri e gli assassini, Virano in combutta con il prefetto Padoin e il questore hanno posizionata la trivella per il "sondaggio mediatico" G61 (si veda la scheda e si noti quanti sondaggi di cui hanno i dati sono stati fatti nella zona, indicati con i pallini verdi http://www.torino-lione.it/sondaggi/G61.pdf ) e per vostro orientamento si allega la mappa del sito con le strade di accesso.
Centinaia di poliziotti e carabinieri difendono l’inutile postazione per un inutile sondaggio che foraggerà la campagna elettorale regionale dei partitipiemontesi favorevoli all’opera. E pantalone… paga.



Qui di seguito il Report da indy:

Arrivano sempre più presto. Intorno a mezzanotte e mezza, quando un gruppetto di No Tav giunge per dare un’occhiata alla zona, la trivella per il sondaggio 61, quella di via Fermi, è già piazzata. Un faro potentissimo illumina questa strada nell’estrema periferia torinese, a Basse di Stura, tra le fabbriche e il nulla dell’area limitrofa alla discarica. Polizia e carabinieri sorvegliano l’area. Nella via non c’è nessuno.
Il gruppetto di No Tav decide sui due piedi di tirare fuori le bandiere e improvvisare una protesta. Gli uomini a difesa della trivella e degli interessi milionari che rappresenta vanno in fibrillazione: subito arrivano camionette su camionette, i carabinieri si schierano con il casco calato, i digos si moltiplicano. La scena è surreale. Fari e centinaia di uomini in armi circondano sei No Tav armati di bandiere. La neve che comincia a cadere da il tocco finale.
Il presidio si ingrossa un po’: nell’ora successiva si arriva ad una ventina di manifestanti.
Dopo due ore si tiene una breve assemblea e si decide di lasciare da soli i birilli che sorvegliano la trivella per il super treno.

Appuntamento per il pomeriggio di oggi... 
venerdì 22 gennaio alle 16,30 

per un nuovo presidio con roba da mangiare e da bere e materiale informativo per gli operai delle fabbriche della zona. 
Invitiamo tutti a venire, portando qualcosa da condividere e legna da ardere.
La resistenza continua.

No Tav No Trivelle!

Sabato 23 gennaio alla manifestazione No Tav di Susa invitiamo tutti i No Tav di Torino e cintura a dar vita ad uno spezzone partecipato, che dimostri che l’opposizione al Tav cresce anche nell’area metropolitana.

L’assemblea popolare No Tav svoltasi mercoledì 20 gennaio in corso Ferrucci ha deciso di dar vita ad una sorta di assemblea permanente No Tav No Trivelle che per la manifestazione di Susa sfilerà con lo striscione

“Torino e cintura: sarà dura. No Tav No trivelle!”


Per info:
notav_autogestione@yahoo.it
338 6594361



lunedì 7 dicembre 2009

Ripartiamo da Morini



Domenica 13 dicembre a San Polo d’Enza (Reggio Emilia)

Abbiamo deciso di ritornare all'allevamento Morini dopo diversi anni perché sentiamo il bisogno di fare il punto della situazione. Vogliamo esprimere questa necessità nel modo che è sempre stato la caratteristica della Campagna: con un'iniziativa di lotta. Scendendo nelle strade e nelle piazze per parlare di ciò che sono stati anni di campagna portata avanti dal coordinamento Chiudere Morini e da tante altre situazioni e di ciò che nella lotta contro la vivisezione, ed in maniera più allargata contro lo sfruttamento del Vivente, resta ancora da combattere.

A differenza del passato non abbiamo bisogno di far pressione per chiudere l'allevamento. Anche senza un cartello “chiuso” è da anni praticamente azzerata l'attività di vendita di animali ai laboratori. Collasso derivato dalle numerosissime iniziative della Campagna, dalla liberazione di 99 cani beagles dall'allevamento e dalle tante altre azioni di danneggiamento e sabotaggio, a S.Polo d’Enza e in tutta Italia. Un metodo che funziona e che supportiamo per le sue stesse metodologie: l’attivismo in prima persona, individui che si organizzano senza bisogno di gerarchie spinti da uno stesso sentire, da una stessa tensione. Decisi a lottare partendo dal basso contro gli sfruttatori.

Recentemente la situazione disastrata dell'allevamento ha ricevuto l'ultimo colpo per i troppi debiti, senza avere più il sostegno da quello stesso sistema che in passato l'ha aiutato quando era in difficoltà. Un pignoramento in atto ha messo sotto sequestro alcune proprietà e i centinaia di beagles ancora nell'allevamento. Sono stati messi all'asta giudiziaria, asta momentaneamente sospesa per le forti opposizioni ricevute. Ancora una volta gli animali sono considerati in meri termini monetari alla stregua delle fatiscenti proprietà sequestrate. Animali trattati, una volta ancora, come merci, oggetti da cui trarre profitto. Siamo in piazza anche per dire chiaramente che questi animali adesso devono diventare liberi, tutti, anche i topi e i conigli, senza differenze di specie. Perché è ora di cominciare a superare queste distinzioni dato che la sofferenza e lo sfruttamento non si pongono queste barriere.
Vogliamo che questi animali possano finalmente trovare una sistemazione con chi li considera per ciò che sono: esseri viventi con le proprie necessità.

La nostra iniziativa a S.Polo d’Enza porta con sé anche un’autocritica importante che può servire da stimolo per continuare la lotta.
Siamo riusciti/e a fermare l’allevamento Morini ma non ad essere abbastanza forti da impedire che il “sistema vivisezione” si riorganizzasse trasferendo altrove il mercato dei cani beagles. Da Morini si è spostato verso altri lager: Green Hill, Harlan, Charles River, tutti colossi nell’allevamento di animali per la sperimentazione. La nostra presenza qui vuole essere una tappa di un percorso che non si è mai interrotto.
Invitiamo tutti e tutte coloro che sentono la nostra stessa tensione e necessità a ritornare con noi in piazza, la lotta contro la vivisezione e contro il sistema che la rende possibile non è finita e necessita ancora di tutti/e noi.

Libertà immediata per i beagles e i topi di Morini. Contro la vivisezione e il sistema che la produce e la rende necessaria. Contro ogni sfruttamento.

Coordinamento Chiudere Morini

Appuntamento domenica 13 dicembre - ore 15:30
Parcheggio di Piazza Matteotti
San Polo d’Enza (Reggio Emilia)

venerdì 4 dicembre 2009

CONTESTIAMO L'INAUGURAZIONE DEL TRENO FRECCIA ROSSA



Contestiamo l'inaugurazione del treno freccia rossa Dopo l'incontro di ieri sera, presso il Coord dei Comitati NoTav si è deciso che :

SABATO 5 DICEMBRE 2009
_ORE 12:00_


Ci troveremo davanti all'entrata centrale di Torino PN con il Comitato dei pendolari ed il resto del movimento Notav per contestare l'inaugurazione del treno Freccia Rossa dove interverranno le massime rappresentanze istituzionali, fra i quali Berlusconi e Sergio Chiamparino, l'ultras del Tav. Appuntamento Ore 12:00, atrio centrale della stazione di Torino Porta Nuova.

Fate girare, voce, email, sms, faxxx NoTav!

Blocchiamo i carotaggi!



venerdì 2 ottobre 2009

BAARIA: LA SOFFERENZA CHE NON RIUSCIAMO A VEDERE…

In una scena del film Baaria di Giuseppe Tornatore viene mostrata l’uccisione realmente avvenuta di un bovino che viene colpito alla testa con un punteruolo conficcato nella fronte dell'animale. L'animale si accascia a terra e ancora cosciente gli viene tagliata la gola, il sangue zampilla in modo copioso mentre l'animale batte le palpebre e si muove leggermente fino a morire, alcune persone lo raccolgono in tazze per farlo poi bere ad un personaggio del film.
In questa vicenda, la voce della vera vittima rimane inascoltata, fra i rumori assordanti degli spot del film e degli annunci di candidature agli oscar.
Vogliamo che questo grido di dolore emerga chiaramente, che sia udibile dalle orecchie di chi entrerà nelle sale pensando di vedere soltanto un'opera cinematografica e ne uscirà sapendo che in quest’opera un essere sensibile come lui è stato filmato impietosamente durante la propria agonia non per mostrarne la sofferenza, ma per strumentalizzarla a fini artistici.

DIALOGO FRA UN DISPERATO E LA SORDITA' *



Baaria... un suono antico, una formula magica, una chiave....
... "dove sono? ho paura... fatemi uscire! ho paura!" ...

La sola in grado di aprire lo scrigno arrugginito in cui si nasconde il senso del mio film più personale....
... "perchè mi avete chiuso in una scatola? aprite, vi prego..." ...

Una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie.
... "che avete fatto a mia madre? fatemi uscire!" ...

Una leggenda affollata di eroi...
... "aiuto!" ...

è una commedia perchè prevale una vena ironica molto forte
... "nessuno mi sente?" ...

un vissuto ricordato con una visione molto affettuosa
... "tremo... guardatemi!" ...

un film che diverte e che emoziona
... "sono qui! non mi vedete?" ...

ma che nello stesso tempo ci fa riflettere su temi che non sono necessariamente consci
... "da quanto tempo mi trovo qui? ditemelo! cosa mi volete fare? perchè sono in una scatola?" ...

un film molto sincero...
... "mi scoppia la testa... perchè non posso muovermi?" ...

una scelta prodotta da una ricerca, da un lavoro in cui l'istinto ha avuto un ruolo determinante
... "ho voglia di camminare... perchè non posso camminare?" ...

confesso che spesso il mio istinto mi fa fare le scelte giuste, sono io che a volte non so coglierlo bene
... "il mio corpo si sta atrofizzando. ma voi non vedete? perchè non mi guardate?" ...

La lavorazione, durata più del previsto, ha già fatto storia, e intorno al film l’alone di fascino è cresciuto
... "ma quanto tempo è passato? un mese? un'ora? un anno?" ...

Baaria... Poche centinaia di metri, tutto sommato. Ma percorrendole avanti e indietro per anni, puoi imparare ciò che il mondo intero non saprà mai insegnarti
... "questo posto è senza tempo... mi sdraio qui... smetto di urlare... tanto nessuno sente..." ...

Ma sono importanti, e molto, anche l’amore, l’amicizia, l’inganno, l’ironia, il tradimento.
..."tanto sono invisibile. io non esisto." ...

C’è il tono della commedia, eppure il respiro della narrazione, con tutte quelle facce e quei luoghi e quell’affetto dei ricordi.
..."sono stanco. i miei occhi sono stanchi. le mie zampe sono stanche. la mia disperazione è stanca."...

il cinema ha contribuito a sensibilizzare le coscienze sui grandi problemi.
..."lasciatemi dormire, vi prego. non mi svegliate mai. lasciatemi sognare. lasciatemi scappare"...

il cinema è sacrificio e dedizione
..."avete stuprato la mia vita. avete stuprato il mio corpo. avete stuprato i miei sentimenti, i miei rapporti, mia madre. Mi avete calpestato e distrutto... ma almeno non svegliatemi. lasciatemi vivere nei sogni, lasciatemi correre... almeno nei sogni"...

il film si propone non solo come opera cinematografica, ma anche come laboratorio per un’idea, quella della valorizzazione delle lingue materne, che e’ molto piu’ che una provocazione.
..."lasciatemi piangere da solo, portatevi via i vostri occhi sezionatori. lasciatemi almeno la dignità della solitudine. lasciatemi la stanchezza, il silenzio. il tempo ve lo siete presi voi. le mie lacrime, le avete buttate via come spazzatura. le mie grida, non le avete sentite. e io non ho più voce... il mio corpo è un oggetto in mano vostra. Mia madre... ve la siete portata via. avete cancellato i prati. avete cancellato il tempo. avete cancellato me. vi siete presi la mia dignità... non avete più il diritto di chiedermi nulla, ormai. Lasciatemi dormire ora, mentre il mondo scompare"...

che sia il mio film della maturità o meno non lo so, in ogni film che faccio cerco sempre di fare il meglio che posso, naturalmente
..."mi arrendo. lasciatemi qui, lasciatemi dormire"...

è comunque un privilegio assoluto realizzare un'opera del genere con questi mezzi, con questa imponenza produttiva
...che succede ora? perchè mi mettete una corda al collo? ho paura... ma che volete farmi? lasciatemi! lasciatemi stare!"...

un film monumentale, ...
..."dove mi state portando? lasciatemi... ho paura... vi prego... basta... perchè? ditemelo! perchè? lasciatemi, basta..."...

...ambizioso e fortemente sentito
..."ho paura! cos'è quella lama? non voglio morire, ho paura!"...

È una scena che volevo fortemente, non potevo eliminarla, era troppo importante. Abbiamo provato con gli effetti speciali ma non era la stessa cosa. Allora abbiamo cercato un mattatoio attivo e siamo entrati con una troupe, abbiamo travestito i lavoratori del posto con gli abiti del film e abbiamo girato una scena quasi come se fosse un documentario. Vorrei precisare che quella scena, dal vivo, avviene 5, 6 volte al giorno
..."ora guardatemi. Guardate i miei occhi, ora. guardateli bene, mentre vi rubate il mio ultimo sguardo. Guardate il mio corpo. guardatemi, ora che non avete più niente da prendermi. guardatemi bene, ora che vi siete presi anche il mio ultimo respiro. Guardate me e guardatevi. guardatevi... guardate che cosa siete capaci di non vedere"...

*Le parole pronunciate dalla prima delle due voci sono tratte da spot del film, interviste al regista Tornatore o sue dichiarazioni
http://empatia.noblogs.org
fonte
empatia.animale@gmail.com

martedì 29 settembre 2009

MILANO/ROMA CONTRO LE MENZOGNE DE LA RINASCENTE


Quando la verità viene a galla...

MILANO, ORE 15.00: La Rinascente Piazza Duomo

La rabbia nel vedere che l'amministrazione di questi grandi magazzini si fa beffe delle promesse fatte ad AIP, datate 11 maggio 2007 riguardo la policy fur-free, ha radunato Sabato 26 settembre alla Rinascente di Piazza Duomo Milano ben 75 attivisti pronti a ricordare che non bisogna prendere sottogamba la serietà della campagna. Anche se, con questa azienda non ci siamo fatti sentire per due anni, se non con un paio di lettere indirizzate all'amministrazione, con la quale gli ricordavamo gli impegni presi, La Rinascente è sempre stata tenuta d'occhio. Le posizioni de La Rinascente erano ben chiare il 31 gennaio 2009 avrebbe dovuto smettere definitivamente di vedere inserti in pelliccia, ma così non è stato. Lungi da noi scontrarci inutilmente contro un'azienda se mantiene le promessse fatte, ma a quanto pare non gli sono bastati 3 anni di intensa campagna dove vedeva ogni week-end attivisti che presidiavano i loro punti vendita in tutta Italia.



Gli slogan e i discorsi scanditi al megafono hanno accompagnato per ben 3 ore l'entrata dei grandi magazzini, decine e decine di attivisti hanno dato voce a chi non ce l'ha, a chi in questo preciso istante fa avanti indietro nella gabbia aspettando di diventare un prezioso colletto che andrà a guarnire i capi delle prestigiose Griffe e di chi ne copierà il trend, aspettando di realizzare il sorriso di qualche ignaro vanitoso e capriccioso che non sa nemmeno cosa sta comprando. Qualsiasi cifra in denaro versata per ogni indumento, non basterà mai a colmare il vuoto e la solitudine di chi soffre le gioie della moda.

Quello che stiamo aspettando non è più l'ennessima lettera piena di giustificazioni, ma i vostri punti vendita liberi da ogni capo con inserti di pelliccia.






A voi la decisione... La Rinascente vende morte fino alla fine davanti alle sue porte!


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Alle ore 18.15 ci siamo spostati in Corso Matteotti a protestare contro la vendita di pellicce da parte di Escada altro marchio oggetto da boicottaggio internazionale.
www.antifur-campaign.org

MILANO AIP AMAZING TEAM


ROMA, ORE 16.00: La Rinascente Piazza Fiume


Appena arrivati abbiamo verificato nuovamente la presenza di inserti in vero pelo; poco dopo abbiamo parlato col responsabile del punto vendita che, evidentemente preoccupato dalla nostra presenza (circa una trentina di persone) di sabato pomeriggio proprio davanti all'ingresso principale, si è dichiarato disposto a rimuovere i capi incriminati "entro lunedì".

Ovviamente abbiamo continuato la manifestazione, finché non hanno capito che avrebbero dovuto toglierli immediatamente. dopo circa un'ora dal nostro arrivo, infatti, la rinascente di piazza fiume ha deciso di rispettare gli accordi presi a suo tempo... cosa che comunque verificheremo nelle prossime settimane, grazie a nuov* attivist* che lavorano o abitano in zona e si sono offert* di controllare quotidianamente.

Abbiamo infine deciso di passare il resto del pomeriggio volantinando, a coppie, contemporaneamente davanti a tutti i punti vendita del MMFG di Roma... cosa che ha dato fastidio in particolare al direttore di uno dei negozi di via tuscolana, che ha aggredito e minacciato un'attivista. la rumorosa reazione della ragazza ha attirato ancora più passanti interessati al motivo della protesta in corso, tanto da ottenere numerosi consensi e nuove adesioni alla campagna.

domenica 27 settembre 2009

CAMPAGNA AIP vs RINASCENTE 25/09/09

Protesta inscenata sia fuori che all'interno de La Rinascente di Piazza Duomo a Milano, durante la presentazione della nuova linea di profumi Dolce & Gabbana "Anthology Fragrance", ospiti d'onore Naomi Campbell, Claudia Schiffer ed Eva Herzigova, risultato: festa rovinata per chi continua a lucrare sulla pelle degli animali vendendo ancora inserti in pelliccia, per maggiori info visita: campagnaaip.net