lettera al console #1
lettera al console #2
Torino 19 luglio. Un detenuto del CIE di corso Brunelleschi sale sul tetto della sezione viola deciso a resistere. La sezione viola, di solito occupata dalle donne, da mercoledì scorso ospita gli immigrati della sezione bianca, gravemente danneggiata dall’incendio divampato durante la rivolta del 14 luglio.

Abbiamo deciso di ritornare all'allevamento Morini dopo diversi anni perché sentiamo il bisogno di fare il punto della situazione. Vogliamo esprimere questa necessità nel modo che è sempre stato la caratteristica della Campagna: con un'iniziativa di lotta. Scendendo nelle strade e nelle piazze per parlare di ciò che sono stati anni di campagna portata avanti dal coordinamento Chiudere Morini e da tante altre situazioni e di ciò che nella lotta contro la vivisezione, ed in maniera più allargata contro lo sfruttamento del Vivente, resta ancora da combattere.
A differenza del passato non abbiamo bisogno di far pressione per chiudere l'allevamento. Anche senza un cartello “chiuso” è da anni praticamente azzerata l'attività di vendita di animali ai laboratori. Collasso derivato dalle numerosissime iniziative della Campagna, dalla liberazione di 99 cani beagles dall'allevamento e dalle tante altre azioni di danneggiamento e sabotaggio, a S.Polo d’Enza e in tutta Italia. Un metodo che funziona e che supportiamo per le sue stesse metodologie: l’attivismo in prima persona, individui che si organizzano senza bisogno di gerarchie spinti da uno stesso sentire, da una stessa tensione. Decisi a lottare partendo dal basso contro gli sfruttatori.
Recentemente la situazione disastrata dell'allevamento ha ricevuto l'ultimo colpo per i troppi debiti, senza avere più il sostegno da quello stesso sistema che in passato l'ha aiutato quando era in difficoltà. Un pignoramento in atto ha messo sotto sequestro alcune proprietà e i centinaia di beagles ancora nell'allevamento. Sono stati messi all'asta giudiziaria, asta momentaneamente sospesa per le forti opposizioni ricevute. Ancora una volta gli animali sono considerati in meri termini monetari alla stregua delle fatiscenti proprietà sequestrate. Animali trattati, una volta ancora, come merci, oggetti da cui trarre profitto. Siamo in piazza anche per dire chiaramente che questi animali adesso devono diventare liberi, tutti, anche i topi e i conigli, senza differenze di specie. Perché è ora di cominciare a superare queste distinzioni dato che la sofferenza e lo sfruttamento non si pongono queste barriere.
Vogliamo che questi animali possano finalmente trovare una sistemazione con chi li considera per ciò che sono: esseri viventi con le proprie necessità.
La nostra iniziativa a S.Polo d’Enza porta con sé anche un’autocritica importante che può servire da stimolo per continuare la lotta.
Siamo riusciti/e a fermare l’allevamento Morini ma non ad essere abbastanza forti da impedire che il “sistema vivisezione” si riorganizzasse trasferendo altrove il mercato dei cani beagles. Da Morini si è spostato verso altri lager: Green Hill, Harlan, Charles River, tutti colossi nell’allevamento di animali per la sperimentazione. La nostra presenza qui vuole essere una tappa di un percorso che non si è mai interrotto.
Invitiamo tutti e tutte coloro che sentono la nostra stessa tensione e necessità a ritornare con noi in piazza, la lotta contro la vivisezione e contro il sistema che la rende possibile non è finita e necessita ancora di tutti/e noi.
Libertà immediata per i beagles e i topi di Morini. Contro la vivisezione e il sistema che la produce e la rende necessaria. Contro ogni sfruttamento.
Quando la verità viene a galla...
Gli slogan e i discorsi scanditi al megafono hanno accompagnato per ben 3 ore l'entrata dei grandi magazzini, decine e decine di attivisti hanno dato voce a chi non ce l'ha, a chi in questo preciso istante fa avanti indietro nella gabbia aspettando di diventare un prezioso colletto che andrà a guarnire i capi delle prestigiose Griffe e di chi ne copierà il trend, aspettando di realizzare il sorriso di qualche ignaro vanitoso e capriccioso che non sa nemmeno cosa sta comprando. Qualsiasi cifra in denaro versata per ogni indumento, non basterà mai a colmare il vuoto e la solitudine di chi soffre le gioie della moda.
Quello che stiamo aspettando non è più l'ennessima lettera piena di giustificazioni, ma i vostri punti vendita liberi da ogni capo con inserti di pelliccia.
Alle ore 18.15 ci siamo spostati in Corso Matteotti a protestare contro la vendita di pellicce da parte di Escada altro marchio oggetto da boicottaggio internazionale.
www.antifur-campaign.org
MILANO AIP AMAZING TEAM
Appena arrivati abbiamo verificato nuovamente la presenza di inserti in vero pelo; poco dopo abbiamo parlato col responsabile del punto vendita che, evidentemente preoccupato dalla nostra presenza (circa una trentina di persone) di sabato pomeriggio proprio davanti all'ingresso principale, si è dichiarato disposto a rimuovere i capi incriminati "entro lunedì".
Ovviamente abbiamo continuato la manifestazione, finché non hanno capito che avrebbero dovuto toglierli immediatamente. dopo circa un'ora dal nostro arrivo, infatti, la rinascente di piazza fiume ha deciso di rispettare gli accordi presi a suo tempo... cosa che comunque verificheremo nelle prossime settimane, grazie a nuov* attivist* che lavorano o abitano in zona e si sono offert* di controllare quotidianamente.
Abbiamo infine deciso di passare il resto del pomeriggio volantinando, a coppie, contemporaneamente davanti a tutti i punti vendita del MMFG di Roma... cosa che ha dato fastidio in particolare al direttore di uno dei negozi di via tuscolana, che ha aggredito e minacciato un'attivista. la rumorosa reazione della ragazza ha attirato ancora più passanti interessati al motivo della protesta in corso, tanto da ottenere numerosi consensi e nuove adesioni alla campagna.