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venerdì 28 maggio 2010

La repressione avanza...

Anche se con un po' di ritardo, dovuto a mille problematiche... Mi pare d'uopo riportare alcune notizie riguardanti il capoluogo sabaudo. Avanza la repressione in quel di Torino, Mercoledì 12 maggio 2010 intorno alle 6 di mattina scatta il blitz delle forze del (dis)ordine. Vengono perquisite diverse abitazioni private e tre squat: Barocchio, Mezcal e infine l'Asilo... Perquisizioni anche al centro sociale Askatasuna.
L'operazione porta tre compagni in carcere: Davide, Luca e Luigi; Altri quattro ai domiciliari e ben nove obblighi di firma. Entro domani (venerdì 28/05/10) il tribunale della libertà dovrà emettere l'esito dell'udienza tenutasi lunedì sul riesame di queste "imponenti misure cautelari.

Ma facciamo un passo indietro e riassumiamo tutti gli avvenimenti...


Intorno alle 6 del mattino, la digos ha perquisito diverse occupazioni (Asilo, Barocchio, Mezcal, Askatasuna) e abitazioni, traendo in arresto tre compagni, notificando alcuni arresti domiciliari (pare siano complessivamenti 4) e ad altri l'obbligo di firma. L'operazione repressiva è una vendetta per i disordini conseguenti al primo sgombero de Lostile, i porvvedimenti sono stati emanati dal PM Rinaudo. E' stata indetta un'assemblea oggi pomeriggio al Mezcal per organizzare le prossime iniziative.

Testimonianza dall'Asilo Squat:


Alle sei di mattina la Digos e la polizia in forze si presentano davanti all'Asilo Occupato: "E' per una notifica" dichiarano agli occupanti che accorrono dopo che la polizia sta tentando di buttar giù la porta di ingresso. Ed invece non è una semplice notifica, è una perquisizione con tanto di sequestro di uno degli occupanti, portato via ancora non si sa di preciso perchè, con quali imputazioni e soprattutto senza che al momento si sappia se verrà rilasciato o se sarà trattenuto.

Polizia e digos hanno sfondato diverse porte con mazze e spranghe di ferro, insultato e spintonato gli occupanti, rei di non aver voluto immediatamente aprire le porte alle forze dell'ordine.
Analoghe perquisizioni sono in corso anche al Barocchio ed al Mezcal, altre due case occupate a Grugliasco e Collegno, ed in case private.
L'ipotesi è che tutta la faccenda derivi dagli scontri che ci furono alla metà di dicembre a Torino, in seguito allo sgombero di una casa occupata, l'Ostile.
Mentre scriviamo la polizia se ne è andata dall'Asilo Occupato, mentre sono ancora in corso le perquisizioni al Barocchio ed al Mezcal.

Comunicato diffuso da tuttosquat.net:

Torino 12 Maggio 2010
Questa mattina, all'alba, la digos della questura di Torino ha effettuato varie perquisizioni nelle stanze delle case occupate Asilo, Barocchio e Mezcal, del centro sociale Askatasuna e in case private. I fatti riguardano lo sgombero dello spazio occupato Lostile di corso Vercelli, avvenuto il 10 Dicembre 2009.
Le misure cautelari riguardano 16 compagni: 3 arrestati, fra loro un ragazzo dell'Asilo. 4 con l'obbligo di firma, fra cui una ragazza ed un ragazzo abitanti presso l'Asilo Squat. 9 con l'obbligo di firma giornaliera.
SOLIDARIETA' A TUTTE LE PERSONE COLPITE DALLA REPRESSIONE
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La risposta della "Torino squatter" non tarda... E, si realizza in un'invasione nel patinato Salone del Libro proprio allo stand di presentazione del libro del prefetto Padoin... Verrà affisso uno striscione anche sulle Porte Palatine, ma l'afflusso di pellegrini venuti a venerare il loro caro e meramente falso lenzuolo creerà tensione... Due ragazzi verrano fermati e tradotti in carcere.

verso le 19 una trentina di compagni ha eluso l'ingente schieramento di forze dell'ordine al Salone del Libro entrando da un ingresso secondario e ha interrotto la vomitevole presentazione di un libro (forse proprio del prefetto Padoin o di qualche bellimbusto simile) con striscione "TUTTI LIBERI" volantinaggio e slogan in solidarietà con gli arrestati del 12 maggio.

Verso le 19 un nutrito gruppo di solidali agli arrestati ed inquisiti dell'ultima "brillante" operazione di lunedì scorso, ha fatto irruzione al salone del libro ed ha interrotto la presentazione del libro scritto dal prefetto di Torino Padoin, che era presente, uno dei responsabili delle violenze di Stato, contro il popolo No Tav, gli immigrati ed i movimenti sociali in lotta. A fianco di Padoin c'erano anche il Procuratore capo di Torino Caselli ed il Procuratore Generale Maddalena. Il gruppo di solidali ha esposto uno striscione con su scritto "Tutti Liberi!", ha fatto un volantinaggio e, da come si è sentito e visto dalle immagini del tg3 Piemonte, urlato slogan di libertà.

Alle 19,20 di ieri i centri sociali sono comparsi anche al SALONE DEL LIBRO, srotolando il loro striscione con su scritto «Benvenuti in questa citta' di oppressori», dando la scossa a una giornata fino a quel momento orfana di polemiche. La protesta, dopo gli arresti di lunedi', aveva come obiettivo il prefetto Paolo Padoin, al Lingotto per presentare il suo LIBRO, e il procuratore capo Caselli, anche lui al Lingotto con il procuratore generale Maddalena. Poco prima, sul sito Indimedia, gli anarchici avevano pubblicato l'ordinanza con i nomi dei 23 poliziotti rimasti feriti durante gli scontri di dicembre al centro l'Ostile di corso Vercelli. Proprio in conseguenza di quei tafferugli la Digos aveva ordinato il blitz di due giorni fa.

In merito all'azione, definita in seguito dalla Busiarda (la stampa), "Assalto alla Sindone" riporto l'articolo del quotidiano torinese... Ricco di imprecisioni, fatti distorti e vere e proprie invenzioni, articolo, che insieme a molti altri a portato il "fantasioso" Massimo Numa a vincere un premio consegnatogli dalla papessa (che secondo lui è un pupazzo...) nella sede di via Roma della stampa...


L'OSTENSIONE TURBATA DAGLI INCIDENTI: UNA QUINDICINA FUGGONO, DUE VENGONO FERMATI E DENUNCIATI Gli squatter all'assalto fra i pellegrini Volevano appendere uno striscione vicino al Duomo: tre agenti feriti negli scontri Inseguiti, scappano Poi volano calci e pugni ai poliziotti davanti a centinaia di fedeli IL GIRO DI VITE La procura moltiplica le operazioni contro gli antagonisti I fronti contrapposti Proteste e tensioni dopo ogni retataLa difficile battaglia per evitare la radicalizzazione Retroscena RAPHAEL ZANOTTI La polemica del prefetto Padoin... continua


Le azioni continuano Sabato 15 maggio con un presidio/corteo che partirà da porta palazzo farà un giro nel quartiere fino a raggiungere i pressi de "lOsile" per informare tutti quanti, di quello che sta accadendo in città. Nel pomeriggio il presidio sotto al carcere dove sono detenuti i compagni.


Qui un breve resoconto redatto dall F(A)I

martedì 23 febbraio 2010

Torino - Arresti e perquisizioni in relazione all'assemblea antirazzista



Questa mattina alle 6.30 una forte azione repressiva nei confronti dell'ex assemblea antirazzista torinese, ha visto una ondata di perquisioni, arresti, notifiche di denunce e sequestri. I capi di imputazione sono dei più disparati, degni dei più pericolosi "criminali" atti a giustificare le manovre sbirresche di questa mattina: stalking nei confronti dei responsabili dei cie, lesioni personali e del patrimonio, imbrattamenti e scorregge alla volta dei politici. Il risultato di questo forte attacco rimane (per ora): - tre persone arrestate: Andrea, Fabio e Luca - tre persone ai domiciliari: Maya, Marco e Paolo - ventitre persone indagate e perquisite - un obbligo di dimora - tre persone perquisite perchè "amici" degli indagati Una forte perquisizione dei locali di radio blackout, che in questa mattinata ha comportato lo stop del segnale per un'ora, lo stop delle trasmissioni che tutt'ora prosegue e il sequestro di moltissime attrezzature necessarie alle trasmissioni (pc per lo streaming e l'editing dell'audio). Tutto a cura del prefetto xenofobo e razzista Andrea Padalino e della sottoposta Emanuela Pedrotti, che conosciamo e poco stimiamo... Il senso per ora, sembra una semplice manovra di censura nei confronti di radio blackout e dei suoi redattori, e per questo l'invito è di rimanere informati, un'occasione potrebbe essere la campagna: "Spegni la censura, accendi blackout." Solidarietà ai perquisiti, agli arrestati e a tutti quelli che si battono per una libera informazione. Libertino Scicolone
Per mandare telegrammi i riferimenti sono (186 da telefono fisso) Andrea Ventrella, Fabio Milan e Luca Ghezzi Via Pianezza 300, 10151 Torino (To)
Radio blackout fa sapere che vi sarà una redazione aperte dalle 19.00 nei locali di radio blackout, in via cecchi 21

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Letame nel ristorante, la Digos irrompe nell'area antagonista Operazione all'alba: tre persone arrestate, altre tre agli arresti domiciliari e a un'altra è stato disposto il divieto di dimora. Sarebbero loro i responsabili dell'irruzione al ristorante Il Cambio, dove avevano sparso letame sul pavimento. E sarebbero gli stessi che negli ultimi due anni hanno messo a segno diversi blitz nelle sedi della Lega Nord e che si sono opposti al Cie manifestando sotto le mura di corso Brunelleschi ma anche nelle sedi della Croce rossa e di società legate alla gestione del centro di identificazione ed espulsione. All'alba di oggi una grande operazione della Digos di Torino ha colpito sei uomini e una donna appartenenti all'area anarchico-insurrezionalista radicata nel capoluogo subalpino. Tre persone sono state arrestate, altre tre sono state messe agli arresti domiciliari e a un'altra è stato disposto il divieto di dimora. L'accusa è di associazione per delinquere. L'inchiesta, coordinata dalla procura di Torino, si è allargata anche ad altre città italiane, tra cui Mantova, Trento e Cuneo. In tutto sono state eseguite 23 perquisizioni, anche nella sede di radio Blackout, l'emittente di riferimento dell'area antagonista torinese. (23 febbraio 2010)
La republica



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Sette misure cautelari con l’accusa di associazione a delinquere. Perquisizioni a Torino, Mantova, Trento e Cuneo Torino Operazione della Digos di Torino la scorsa notte contro l’area anarchico-insurrezionalista ritenuta responsabile di decine di atti dimostrativi nel capoluogo piemontese. L’indagine ripercorre gli ultimi due anni dell’attività dell’area anarcoinsurrezionalista, dall’incursione con lancio di escrementi al ristorante del Cambio a quelle nelle sedi di partito, dalle azioni contro il Cie e la Croce Rossa alle aggressioni a esponenti politici. Sette i provvedimenti giudiziari eseguiti: tre persone sono state arrestate, Andrea Ventrella, Fabio Milan e Luca Ghezzi, altre tre sono state messe agli arresti domiciliari e ad una settima è stato disposto il divieto di dimora. Sono complessivamente sei uomini ed una donna. L’ipotesi di accusa è associazione per delinquere finalizzata a vari reati. L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Torino che ha disposto anche 23 perquisizioni: oltrechè nel capoluogo subalpino, sono state eseguite a Mantova, Trento e Cuneo. Perquisita anche Radio Blackout. Sono contestati episodi commessi negli ultimi due anni, tra cui assalti a sedi di partito, ad un ristorante del centro storico ed ad un consolato.

giovedì 12 novembre 2009

Torino - Minacce e perquise al Barocchio

Giovedì 12 Novembre 2009

Grugliasco West Coast

Come naturale prosecuzione della campagna diffamatoria contro gli squat torinesi. Le istituzioni fomentano la tensione minacciando di sgombero le case storiche. Oggi Giovedì 12 novembre 2009, attaccano il Barocchio presentandosi in forze -di 16 DIGOS- alle sette del mattino spiegando che non vogliono sgomberare ma devono notificare e perquisire un occupante. La vittima dell'infausta sveglia, dopo la perquisizione ha dovuto seguire la polizia fino alla vicina caserma per la perquisizione dell'auto. La notifica riguardante la perquisizione si rifa ad un'azione notturna dove vi è stato un danneggiamento alla statua dei caduti di Nassiriya . Atto compiuto da ignoti come rapprsaglia in seguito all'assoluzione da parte della corte europea di Strasburgo, del carabiniere Placanica colpevole di aver assassinato Carlo Giuliani. Oggi ricade il sesto anniversario dell'attacco a Nassiriya, si è voluto quindi portare all'onore delle cronache la persecuzione di chi disapprova attivamente il potere e le sue guerre, tramite azioni innocue e dimostrative.

Barocchio Squat


riportiamo l'articolo di repubblica a riguardo il ricordo delle "vittime di Nassirya", 28 agosto 2009

Sfregiato il monumento
ai caduti di Nassirya

C'è anche il gruppo bronzeo dedicato ai caduti di Nassirya tra i monumenti presi di mira la scorsa notte a Torino. Alcune delle statue piazzate in corso IV Novembre, nei pressi del parco di piazza d'Armi, sono state decapitate. Realizzate anche alcune scritte, siglate dalla A cerchiata dei movimenti anarchici, tra cui "CC assassini". Secondo la Digos, che indaga sull'episodio, il gesto è da ricondurre alle stesse persone che nella notte hanno imbrattato muri e monumenti del centro per protestare contro la sentenza della Corte Europea sulla morte di Carlo Giuliani al G8 di Genova.


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