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sabato 10 luglio 2010

[To] Accampamento esplorativo a Chiomonte

dal 15/07/2010 al 18/07/2010 Accampamento esplorativo a Chiomonte

Per conoscere meglio la nostra montagna, per ribadire la nostra opposizione al TAV, al tunnel della Maddalena, al nucleare e a tutte le nocività ... Quattro giornate di condivisione di idee ed esperienze, di pratiche e saperi, ... di festa e di lotta ...

da giovedì 15 a domenica 18 luglio 2010
Chiomonte - sito della Maddalena

... spazio tende ... spazio camper ... concerti ... deejay ... serate danzanti
laboratori dei saperi ... passeggiate ... dibattiti ... mostre ... distribuzioni
calcio balilla ... giochi vari ... colazioni ... pranzi ... cene ...

programma completo sul sito

programma


manifesto

mercoledì 7 aprile 2010

Torino Porta susa = Presidio Notav - Assemblea - Aperitivo in condivisione.


No Tav! No Sondahggi!
No devastazioni!
No sprechi!

Mercoledì 7 & 14 Aprile 2010
dalle ore 17.30

Presidio informativo
con assemblea NoTav aperitivo condiviso
Torino Porta susa = Presidio Notav
- Bellavita- Senza $oldi- Tutti portiamo qualcosa - cibo e bevande- da condividere-

Se hai a cuore le sorti del movimento No Tav ma non potrai essere presente agli appuntamenti, ti chiediamo di farlo girare, anche a quelli che non hanno internet… facendo girare anche solo la voce.
Ti ringraziamo.
Torino & Cintura
Sarà Dura!
Notav
NoTrivelle

venerdì 19 febbraio 2010

Aggiornamenti Feriti No TAV!

Questa è la mail inviata ad Indymedia piemonte dal marito della signora ferita durante le cariche degli sbirri avvenute nella serata del 17/02/2010 in valle di susa al presidio contro i carotaggi per la TAV:

"Scusa se ti disturbo, ma siccome sei la persona a cui fanno più domande volevo precisare che a mia moglie hanno diagnosticato non solo il setto nasale rottoma anche tutte le ossa del naso, infossamento dello stesso, rottura scomposta dell'osso della guancia e l'asimmetria oculare denota la frattura del margine orbitario di un occhio, nonché dice il dottore, brutto taglio sul naso e grave ferita e trauma al cranio ematomi sulle dita braccia gambe ecc.
Tutto questo te lo dico così a chi ti chiede saprai rispondere meglio.
Un'altra cosa è che stamattina farà una visita ginecologica perché dicono ci si un versamento di un'ovaia non so cosa voglia dire ,comunque ne avrà sicuramente per un pò, ma non per questo cambiamo idea saremo sempre più NO TAV. Stamattina devono decidere quando operarla"


Anche "la Busiarda" riporta la notizia:

"Gridavo basta, basta ma i quattro poliziotti continuavano a colpire"
Nessuna sassaiola:
«La carica è partita senza che lanciassimo alcuna provocazione»

Un’aggressione terribile che mi segnerà tutta la vita. Mai avuto tanta paura. Mi stavano ammazzando di botte». Marinella Alotto, 46 anni, ambulante di Borgone parla a fatica da un letto della stanza 9 del reparto di ortopedia dell’ospedale di Susa dov’è ricoverata dalla tarda serata dell’altro ieri. I medici dopo i primi accertamenti effettuati nella mattinata anche alle Molinette di Torino l'hanno giudicata guaribile in 30 giorni. Ha una frattura al setto nasale, un trauma cranico con ferita lacero contusa, piccole fratture agli zigomi sotto gli occhi e lesioni varie in tutto il corpo, in particolare sul braccio destro e al basso ventre, dove oggi sarà sottoposta a esami più approfonditi. «E' come se fosse stata investita da un'auto» dice il marito Paolo Ala, anche lui ambulante, seduto accanto al suo letto. Marinella e Paolo erano fra quei circa trecento No Tav che alle 19 dell’altra sera si sono scontrati con le forze dell’ordine che li hanno caricati per difendere il sito S72 in frazione Coldimosso di Susa.
Cosa è accaduto? Almeno secondo la vostra versione?
«Era la solita protesta No Tav. Come abbiamo sempre fatto. Non abbiamo attuato particolari gesti provocatori. Non è vero che abbiamo lanciato pietre. Sono partiti in direzione dei poliziotti solo alcuni palloncini colorati e pieni di acqua e poi i soliti slogan come "Sarà Dura, non ci piegherete” e altri ma niente di più».
Ma allora?
«Ad un certo punto ho sentito delle urla tremende che arrivavano dai poliziotti in tenuta antisommossa. Era partita la carica contro di noi ma ce ne siamo accorti in ritardo perché era notte e avevamo i fari contro. C’è stato un fuggi-fuggi generale verso i boschi. Purtroppo sono caduta. In quattro mi sono arrivati sopra ed hanno iniziato a colpirmi con i manganelli sul viso e sul braccio con il quale cercavo di proteggermi. Urlavo ”basta, basta”, ma loro continuavano a picchiarmi. Sono poi arrivati, un ragazzo e una ragazza, che mi hanno aiutata ad alzarmi ed a raggiungere la statale 24».
Poi vi siete persi di vista, vero signor Paolo?
«Solo quando sono arrivato sulla statale 24 sono riuscito a parlare con Marinella ed ho saputo che era ferita. Quando sono arrivato al presidio dell'autoporto mi sono accorto della gravità del fatto, aveva il viso cosparso di sangue. L'ho caricata in auto e subito accompagnata al pronto soccorso. Domattina (oggi, ndr) sarà sottoposta ad intervento chirurgico, in seguito alla frattura del setto nasale, la operano alle Molinette di Torino».

giovedì 18 febbraio 2010

Sangue sulla Neve... Scontri in Valle di Susa!!



Val Susa - Resistenza nel bosco, due NoTav all'ospedale

La resistenza concreta contro i sondaggi precedenti alla realizzazione del progetto TAV si attiva in zona Coldimosso. Durante le cariche della polizia in due restano a terra, un ragazzo e una signora. I manifestanti li sottraggono alle mani della polizia che vorrebbe portali via per nascondere la propria violenza e orchestrare meglio denunce e referti. Attualmente sono in ospedale a Susa. Il compagno ha la testa spaccata e da poco ha ripreso i sensi, lo stanno trasferendo all'ospedale Molinette di Torino per una possibile emorragia cerebrale. Tutta la zona è militarizzata, ma l'appello è comunque a portare solidarietà e resistenza, ovunque.

E' da una diretta di Radio Blackout che si ha notizia di un presidio/blocco dei camion che portano La Stampa in citta' in solidarieta' ai no tav. I presidianti sono coloro che fino a poco fa hanno tenuto compagnia all'ospedale le molinette al compagno e dj di radio blackout ferito gravemente durante le cariche della polizia questa notte in val di Susa.L'invito e' quello di raggiungere i presidianti perche' bisogna bloccare 2 uscite in Via Giordano Bruno 84

Ascolta l'audio delle cariche tratto da Radio Blackout.

Torino - Blocchi alla distribuzione de La Stampa iin solidarietà con i NoTav

Dopo aver vegliato sul compagno massacrato dalla polizia in valle e aver impedito che la digos lo "visitasse" in ospedale, una trentina di solidali ha bloccato per circa un'ora e mezza l'uscita dei camion che trasportano le copie de La Stampa (di Regime) alle varie edicole e distribuzioni. Solidarietà dimostrata da alcuni presenti, tra cui uno stesso autista e un taxista. L'arrivo della celere in forze ha concesso alle copie della Stampa, voce dei signori del TAV e dei vari potentati torinesi, di continuare il proprio iter di propaganda fino ai cervelli di molti torinesi. Sul posto restano solo alcune scritte, a sottolineare le molte analogie tra sbirri e giornalisti, e a salutare il migliore di essi, Massimo Numa.

Finito il picchetto a La Stampa - foto

Dopo un'ora e mezza circa di picchetto che ha bloccato l'uscita dei camion, intorno alle 2,30 all'arrivo della celere gli attivisti no-tav (in numero oscillante tra i 20 e i 30) hanno liberato l'ingresso della Stampa di via Giordano Bruno 84, dove ci sono le rotative e i giornali escono per essere distribuiti dai corrieri Sui muri dell'edificio sono rimaste alcune scritte.



C'è stata solidarietà da parte di alcuni lavoratori, di cui uno era valsusino, e di un tassista di passaggio che è andato a comprare delle meringhe e le ha portate ai presidianti.






Val Susa. Tre No Tav feriti, uno grave. Cariche e blocchi

Cronache No Tav tra Susa, Torino, Chianocco. Le cariche di Coldimosso - i tre feriti - i blocchi di strade e autostrade I prossimi appuntamenti

Martedì 16 febbraio intorno alla mezzanotte. Questa volta manca un pelo. La trivella piazzata a Coldimosso di Susa, sotto il cavalcavia che oltrepassa l’autostrada viene intercettata dai No Tav, in allerta da ore, che quasi riescono a precederla. Volano manganellate per disperdere i primi arrivati. Seguono lunghe ore di assedio, con le forze dell’ordine e gli addetti alla trivella bersagliati da palle di neve e gavettoni, mentre il tubo per l’acqua viene più volte riposizionato. La mattina successiva sul sito de “La Stampa on line” la solita sequela di falsità: le palle di neve diventano sassi, l’acqua orina. Mercoledì 17 febbraio, ore 17. I No Tav si ritrovano al presidio dell’autoporto a Susa e decidono di fare una passeggiata sino alla trivella. A Torino intanto una cinquantina di No Tav si ritrovano alla stazione di Porta Susa per un presidio informativo. La stazione è blindata. Il corteo partito dall’autoporto arriva alla trivella. Qualche palla di neve e la polizia carica più volte. Cariche feroci. Chi cade viene massacrato. Un ragazzo, Simone, viene più volte colpito, cade. I poliziotti infieriscono su di lui mentre è a terra. Vomita sangue, non riesce più a muovere le gambe. Ad una donna spaccano la faccia infierendo ripetutamente sul volto, una ragazza riporta numerose ferite al capo. Molti altri guadagnano lividi ed escoriazioni. Un No Tav grida ai poliziotti di aver puntato in modo esplicito a Simone e loro gli dicono “sì, quello lo conosciamo”. Già è normale: Simone è anarchico e gli anarchici facilmente si guadagnano le attenzioni delle forze del disordine statale. I tre feriti vengono portati all’ospedale di Susa. La donna viene operata subito, la ragazza ricucita, ma purtroppo la situazione del ragazzo ferito alla testa è più grave. Ha un’emorragia cerebrale, non sente le gambe, vomita. Viene deciso il trasferimento alle Molinette a Torino. Il tam tam No Tav scandisce presto la notizia dei gravi pestaggi di Susa. L’appuntamento è alla rotonda di Chianocco. I No tav bloccano la statale 24, la statale 25 e l’autostrada. Sulla A32 i poliziotti vengono sommersi di urla quando arriva la notizia che sta per arrivare l’ambulanza che porta Simone alle Molinette. In breve spariscono. Una colonna di poliziotti e carabinieri viene intercettata sulla 25 e non gli viene permesso di passare: l’indignazione per quanto è accaduto è altissima. La polizia spara lacrimogeni prima di andarsene. I blocchi terminano intorno a mezzanotte e trenta. Simone arriva alle Molinette ma nemmeno qui viene lasciato in pace. La digos entra nella sala degenze del pronto soccorso. Compagni ed amici di Simone li cacciano con energia e chiamano l’avvocato. La nuova tac effettuata mostra che le sue condizioni restano gravi ma stabili. Simone viene finalmente trasferito in reparto. Alcuni No Tav decidono di bloccare l’uscita dei camion che portano le copie della prima edizione de “La Stampa”, facendo un picchetto all’ingresso, in via Giordano Bruno 84. Quando, un’ora dopo, arriva la celere il presidio si scioglie. A Condove, in gennaio la polizia aveva spaccato il braccio di Maurizio, un No Tav che contestava la trivella, la scorsa settimana, sull’autostrada, qualche manganellata aveva lasciato il segno. Ma a Coldimosso la polizia si è scatenata. In queste ore di attesa e trepidazione per la sorte del compagno ferito, sappiamo meglio quello che abbiamo sempre saputo. I signori del Tav e i loro servitori in divisa non si fermano davanti a niente. Le lunghe ore di blocco in valle sono la risposta di un movimento che resiste e non si fa spaventare dalla violenza legalizzata degli uomini in divisa. Nuovo appuntamento giovedì 18 febbraio alle 11, davanti alla RAI in via Verdi. Mercoledì 24 febbraio ore 17 presidio No Tav, in via Roma, davanti alla sede de “La Stampa”
No Tav Autogestione notav_autogestione@yahoo.it 338 6594361

venerdì 22 gennaio 2010

UN’ALTRA TRIVELLA A TORINO!

Venerdì 22 Gennaio ore 16:30 
Presidio Notav

Merenda in condivisione davanti alla trivella Tutti portiamo cibi e bevande                           .
ore 01.0 di Venerdì 22 Gennaio: Trivella in via Fermi a Torino Zona militarizata: Centinaia fra carabinieri e Polizia Sono già presenti alcuni Notav!

Via Enrico Fermi
10148 Torino zona Via Reiss Romoli

Come da soffiata di questa sera da parte di un NO TAV, puntualmente di notte, come i ladri e gli assassini, Virano in combutta con il prefetto Padoin e il questore hanno posizionata la trivella per il "sondaggio mediatico" G61 (si veda la scheda e si noti quanti sondaggi di cui hanno i dati sono stati fatti nella zona, indicati con i pallini verdi http://www.torino-lione.it/sondaggi/G61.pdf ) e per vostro orientamento si allega la mappa del sito con le strade di accesso.
Centinaia di poliziotti e carabinieri difendono l’inutile postazione per un inutile sondaggio che foraggerà la campagna elettorale regionale dei partitipiemontesi favorevoli all’opera. E pantalone… paga.



Qui di seguito il Report da indy:

Arrivano sempre più presto. Intorno a mezzanotte e mezza, quando un gruppetto di No Tav giunge per dare un’occhiata alla zona, la trivella per il sondaggio 61, quella di via Fermi, è già piazzata. Un faro potentissimo illumina questa strada nell’estrema periferia torinese, a Basse di Stura, tra le fabbriche e il nulla dell’area limitrofa alla discarica. Polizia e carabinieri sorvegliano l’area. Nella via non c’è nessuno.
Il gruppetto di No Tav decide sui due piedi di tirare fuori le bandiere e improvvisare una protesta. Gli uomini a difesa della trivella e degli interessi milionari che rappresenta vanno in fibrillazione: subito arrivano camionette su camionette, i carabinieri si schierano con il casco calato, i digos si moltiplicano. La scena è surreale. Fari e centinaia di uomini in armi circondano sei No Tav armati di bandiere. La neve che comincia a cadere da il tocco finale.
Il presidio si ingrossa un po’: nell’ora successiva si arriva ad una ventina di manifestanti.
Dopo due ore si tiene una breve assemblea e si decide di lasciare da soli i birilli che sorvegliano la trivella per il super treno.

Appuntamento per il pomeriggio di oggi... 
venerdì 22 gennaio alle 16,30 

per un nuovo presidio con roba da mangiare e da bere e materiale informativo per gli operai delle fabbriche della zona. 
Invitiamo tutti a venire, portando qualcosa da condividere e legna da ardere.
La resistenza continua.

No Tav No Trivelle!

Sabato 23 gennaio alla manifestazione No Tav di Susa invitiamo tutti i No Tav di Torino e cintura a dar vita ad uno spezzone partecipato, che dimostri che l’opposizione al Tav cresce anche nell’area metropolitana.

L’assemblea popolare No Tav svoltasi mercoledì 20 gennaio in corso Ferrucci ha deciso di dar vita ad una sorta di assemblea permanente No Tav No Trivelle che per la manifestazione di Susa sfilerà con lo striscione

“Torino e cintura: sarà dura. No Tav No trivelle!”


Per info:
notav_autogestione@yahoo.it
338 6594361



mercoledì 20 gennaio 2010

Torino. Striscione No Tav alla CGIL contro Pibiri

Questa sera (20/01/2010) uno striscione con la scritta “Pibiri calunniatore, amico dei padroni” è stato appeso davanti all’ingresso della sede CGIL di via Pedrotti.

Gianni Pibiri, segretario per il Piemonte della Fillea CGIL, in un’intervista rilasciata al quotidiano “La Stampa” del 19 gennaio, a proposito del presidio No Tav di Collegno, ha dichiarato “Gli operai
stavano lavorando nell’area coinvolta dal cantiere legato alle trivelle.
Accade che (…) anarchici o autonomi hanno iniziato a gettare pietre, bottiglie e altri oggetti pericolosi”. Pibiri conclude annunciando di aver presentato denuncia.
Le dichiarazioni di Pibiri sono false, inventate di sana pianta al solo scopo di gettare fango su chi, per quattro giorni e tre notti, ha informato i cittadini di Collegno sul progetto Tav, un’opera inutile e dannosa, che servirà solo ad ingrassare la lobby bipartisan del cemento e
del tondino.
Quelli come Pibiri, se realmente fossero interessati alla salute ed al benessere dei lavoratori, dovrebbero occuparsi dei tanti morti nei cantieri, non ultimi quelli del TAV.

Pibiri definisce i No Tav “estremisti che hanno tutto questo tempo libero da dedicare ai presidi e alle violenze”, “figli di papà” che non si “devono guadagnare il pane”. Se Pibiri fosse passato davvero ad un presidio, quello di Collegno o uno degli altri che resistono al Tav a Susa, S. Antonino, Villarbasse, ci avrebbe trovato gente che, uscita dalla fabbrica o dall’ufficio, passa la notte a vigilare, altri che, nella pausa pranzo, passano a condividere il pasto, studenti che ci stanno al pomeriggio e tanti pensionati che ci dedicano ore ed ore. Gente con gli occhi rossi per la mancanza di sonno ma con la schiena ritta per l’orgoglio di una lotta che è, in primo luogo, nell’interesse di chi lavora, non certo dei padroni che lucrano sulla vita di noi tutti.
Ma cosa può saperne un burocrate, uno che non lavora ma fa il funzionario? Uno da sempre schierato a favore di una truffa colossale come il Tav?

Il nostro augurio è che, poco a poco, anche tra gli edili iscritti alla Fillea, cresca la consapevolezza che, se il Tav viene fermato ai blocchi di partenza, tante risorse potrebbero essere usate per cantieri che servano davvero a migliorare la vita di noi tutti, per scuole, ospedali, case, trasporti pubblici sicuri…

Chi volesse leggere per intero l’intervista fatta da Massimo Numa a Gianni  Pibiri la trova sul sito dei Si Tav che promuovono la manifestazione del 24 gennaio al Lingotto:

http://www.sitavtorino.net/?p=117

No Tav Autogestione – Torino
notav_autogestione@yahoo.it

Per completezza di informazione riportiamo il comunicato redatto da chi ha condiviso l’esperienza del presidio di Collegno, dopo l’articolo di Cronacaqui del 16 gennaio dove viene riportato un comunicato della Fillea Cgil sulla medesima vicenda.

Presidio No Tav di Collegno: le menzogne della Fillea-Cgil Sul giornaletto fascista CRONACA QUI di sabato 16 gennaio 2010, Claudio Neve nell’articolo di pag. 15 “OGGI A TORINO CORTEO NOTAV – OPERAI AGGREDITI A COLLEGNO, riporta un comunicato della FILLEA-CGIL Piemonte che afferma. “…alcuni lavoratori edili sono stati fatti oggetto di minacce, lancio di bottiglie e altri materiali contundenti. I lavoratori erano impegnati sulla linea storica e non erano coinvolti nelle operazioni di carotaggio”

L’accusa è rivolta ai NOTAV del presidio di Collegno che per 4 giorni e 3 notti hanno contestato le trivellazioni effettuate con la protezione di un centinaio di poliziotti in assetto antisommossa. Niente di vero!
I NOTAV sono da sempre schierati a favore della salute di tutti. Le linee TAV in Italia hanno totalizzato un morto a chilometro tra gli operai.
Il danno ambientale è irreparabile, enorme il dispendio di denaro pubblico per questa opera inutile. “In 4 giorni intorno ai fuochi del presidio sono passate centinaia di persone: NO TAV di lunga data e cittadini di Collegno. Per 4 giorni, mentre la trivella sondava un terreno già più volte sondato, abbiamo informato chi passava, volantinato in piazze, mercati, scuole!”!

La FILLEA-CGIL Piemonte, ed in particolare il suo segretario Gianni Pibiri, invece si sono ripetutamente schierati per interessi corporativi a favore del TAV, quindi contro la salute dei lavoratori che dovrebbero tutelare.

16 gennaio 2010
Quelli del presidio torinese NOTAV della stazione di Collegno

domenica 17 gennaio 2010

Attentato al presidio di Bruzolo

In serata (16/01/2010) intorno alle 20.00 il presidio no tav di Bruzolo ha subito un attacco incendiario. Grazie all’intervento dei militanti no tav e in seguito ai pompieri le fiamme non si sono propagate all’intera struttura che però è stata pesantemente dannegggiata. E’ la seconda volta che il presidio subisce un vile attacco, la lobby del tav non riuscendo a piegare il movimento tenta in tutti i modi di intimorire la Valle, ma ci va ben altro. Fermi e determinati continueremo la nostra lotta ricostrunedo il presidio e inaugurandone uno nuovo ogni qualvolta dovremo difendere il nostro territorio.

17/01 ore 17 assemblea al presidio Maiero- Meyer all’autoporto di Susa

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La val Susa risponde:

La Val Susa non ha paura: 5000 fiaccole in corteo a Bruzolo

In nemmeno 24 ore è arrivata la risposta, determinata e senza paura, del popolo No Tav.

Questa sera in 5mila persone, uomini e donne della Valle che resiste, si sono trovate nel paese valsusino di Bruzolo per partecipare alla fiaccolata indetta dopo l'assemblea straordinaria tenutasi ieri sera al presidio all'autoporto di Susa. Ieri sera, tornando dalla partecipata marcia No Tav No Sondaggi a Torino, i No Tav si sono accorti dell'infame attacco incendiario contro il presidio No Tav di Bruzolo.


Questa sera la prima replica a chi pensava di intimidire il movimento contro l'alta velocità... 5mila in corteo! Una partecipazione di cuore, sentita e immediata: dal presidio di Bruzolo è quindi partita intorno alle 21 una fiaccolata che ha raggiunto il municipio di Bruzolo, palesando la risposta del movimento No Tav contro provocazioni e minacce, forte e determinato nel respingere le insidie di chi tenta ogni via per provare a scardinare la potenza di un movimento forte e radicato.

Straordinaria la risposta della Val Susa, costruita in nemmeno 24 ore, che se da una parte conferma quel che fino all'oggi i No Tav han saputo dimostrare, dall'altra parte non smette mai di stupire per le sue capacità il suo radicamento e la sua potenza. Un movimento che stasera ha dato solo la prima risposta, spontanea ed emotiva, al vile attacco contro il presidio di Bruzolo: sabato 23 febbraio un'altra marcia si darà dal presidio all'autoporto fino a Susa.

Che ciò sia "d'insegnamento" anche per coloro che pensano di presentarsi in Valle con trivelle e blindati...



Scende in marcia la Torino NoTav!





Una grande risposta dalla Torino No Tav: migliaia e migliaia di persone in marcia contro i sondaggi, attraversando l’appuntamento cittadino indetto dall’assemblea No Tav di mercoledi 13 gennaio all’università di Torino. 3mila persone in piazza, per dire no ai sondaggi, espressione dell’opposizione torinese al Tav, in appoggio ai ribelli della Valsusa.

Una scadenza che cade mentre si annuncia l’avvio delle trivellazioni sul territorio metropolitano, sotto il bombardamento mediatico della stampa mainstream che inneggia all’Alta Velocità e che diffama stereotipamente chi resiste. In 2 giorni le realtà torinesi sono riuscite a mettere quel che è la prima e bella pietra posata in città contro il piano sondaggistico, in solidarietà e appoggio al movimento No Tav della Val Susa. Tantissime persone hanno quindi partecipato a quello che è diventato un corteo che ha superato ogni più ottimistica aspettativa dei movimenti: tanti e tante torinesi hanno voluto esserci quest’oggi, marciando verso i siti delle trivellazioni in programma, gridando, come in Valle, “No Tav No Sondaggi”, imbastendo un primo segmento del persorso di contestazione dei sondaggi a Torino. Alla marcia hanno voluto partecipare anche Luca Persino (O’ Zulù), leader dei 99 Posse, e Gianni Vattimo, parlamentare europeo. Da piazza Massaua i No Tav torinesi, che hanno raccolto anche la presenza e la vicinanza del movimento No Tav valsusino, presente con una buona delegazione, si sono diretti verso quelli che sulle mappe dell’Osservatorio sono indicati come i luoghi delle trivellazioni in programma, tornando poi nuovamente, sempre in corteo, al luogo del concretramento, chiudendo una grande giornata per la Torino No Tav, per chi si batte contro l’Altà Velocità.

La Valle perdura nella resistenza, diffusa e radicata l’irrudicibilità al progetto del Tav, dopo 20 anni di lotte e opposizione popolare. Nemmeno un chiodo è stato piantato nel suolo di un territorio che la sua gente difende, le truppe che si sono presentate la scorsa settimana al nuovo presidio di Susa hanno dovuto fare dietrofront, “dalla Valle non si passa, questa è la nostra terra”. Che ne dica la stampa nazionale e locale, quest’ultima impegnata in tutta la sua bassezza nel racconto dell’irreale, nella propaganda assordante che spaccia 2 buchi fatti in territori irrangiungibili e supersovergliati come l’inizio della costruzione della grande opera, nella diffamazione di un movimento popolare reale che non può che ridere dinnanzi alla mistificazione e alla bugia ordinata. La Val Susa è il territorio interessato dall’80 del progetto Tav, i sondaggi in via di realizzazione sono ben distanti dal labire una Valle che si continua a difendere e si difenderà dalla voracità del partito del Tav, che si presenti in giacca e cravatta come in divisa.

Una straordinaria mobilitazione No Tav No Sondaggi quella di quest’oggi a Torino, territorio sul quale, anche qui, si dovrà fare i conti con chi si oppone e resiste. A Sarà Dura, sempre per loro!











venerdì 15 gennaio 2010

Collegno - Presidio No Tav: breve cronaca della giornata


Questa mattina la polizia ha circondato il presidio No Tav di Collegno, minacciando lo sgombero. La trivella aveva terminato a tempo di record – con ritmi da 16 ore al giorno – il carotaggio e la polizia voleva che se ne andasse indisturbata. Dopo un po’ di tensione gli uomini dell’antisommossa hanno spintonato i presidianti che si erano piazzati all’ingresso. I compagni che avevano provato ad accompagnare a casa la trivella sono stati fermati dalla polizia.
Il presidio è stato smontato, il piazzale di fronte alla stazione ripulito ed è subito partita un’assemblea al vicino Mezcal squat. Per tutti è stata un’esperienza positiva di resistenza ed informazione, un utile punto di partenza per il prossimo futuro. Per quattro giorni e tre notti alla stazione di Collegno abbiamo dato vita al primo presidio permanente No Tav nell’area metropolitana di Torino, dove di soppiatto era stata piazzata una trivella per i sondaggi preliminari per il Tav.
Gli operai della RCT del gruppo Trevi hanno lavorato circondati da carabinieri, poliziotti e finanzieri in tenuta antisommossa a loro volta assediati da un numero crescente di manifestanti.
I media hanno gridato vittoria ma in valle come a Torino abbiamo dimostrato che le uniche ragioni dei si tav sono quelle della forza e, con la forza bruta, la militarizzazione di intere città e paesi, l’imposizione con blindati e manganelli, non faranno molta strada. Se per fare un buchetto devono impiegare 1000 uomini in armi gli servirà l’esercito per impiantare i primi cantieri.
In quattro giorni, intorno ai fuochi del presidio sono passate centinaia di persone: No Tav di lunga data e cittadini di Collegno desiderosi di capire. In tanti hanno portato qualcosa da mangiare o legna da ardere, segno di una solidarietà cresciuta giorno dopo giorno.
Per tre giorni, mentre la trivella sondava un terreno già più volte sondato, abbiamo informato chi passava, volantinato in piazze, mercati e scuole Ogni sera abbiamo condiviso il cibo e discusso in lunghe assemblee e in piccoli gruppi: un ‘esperienza di socialità e di autogestione preziosa per un movimento che cresce nella lotta e nella resistenza.
In almeno un’occasione i rubinetti dell’acqua sono diventati no tav e i lavori sono stati disturbati e rallentati. Ieri la polizia ha bloccato un tentativo di incatenarsi alla trivella. La prossima volta, con il crescere il movimento popolare, si potranno anche bloccare.
Oggi come nel 2005 un popolo che resiste, passo dopo passo, vince. Sarà dura ma ce la faremo.

Domani il Presidio torinese No Tav della stazione di Collegno sarà alla
marcia No Tav delle 14,30 in piazza Massaua.

Mercoledì 20
assemblea popolare No Tav – aperta a tutti per discutere e coordinare le
prossime iniziative
Appuntamento alle 21 nella sala di corso Ferrucci 65a

No Tav No trivelle

A Torino e in Val Susa stanno cercando di imporre i sondaggi per il TAV. Il Tav – Treno ad alta velocità - è un opera inutile, dannosa, distruttiva.
Un’opera che ha già devastato mezza Italia. Ovunque inquinamento del suolo, rumore insopportabile, perdita di fonti idriche, distruzione irreversibile dell’ambiente, case abbattute, città spezzate in due da muraglioni. Ogni chilometro di linea TAV costruita in Italia è costato la vita ad un lavoratore. Una montagna di soldi pubblici sono stati sottratti ai treni per chi lavora, alle scuole per i nostri figli, ad una sanità decente per tutti. Ha guadagnato chi costruisce – la lobby del cemento e del tondino, amici e destra come s sinistra, abbiamo perso noi tutti.

In molti credono che il TAV Torino-Lyon sia solo un affare valsusino ma si sbagliano: l’impatto dell’opera e dei cantieri che sarà fortissimo ovunque.
Con il nuovo tracciato il Tav attraverserà la città, taglierà in due la tangenziale, demolirà case. Ci aspettano decenni di cantieri e di disagi, per far guadagnare i soliti noti. Gli stessi che hanno distrutto le falde acquifere per fare le gallerie Tav in Mugello, gli stessi della eterna Salerno/Reggio Calabria, gli stessi che all’Aquila hanno costruito un ospedale, nuovo, “antisismico”, che si è polverizzato alla prima scossa di terremoto.
Cagnardi, l’architetto che ha preparato il progetto per Torino, ha chiamato “birillo” una casa ad otto piani sul percorso del Tav in città. Che fine fanno i birilli lo sanno anche i bambini. Nei tanti “birilli” che il Tav incontrerà sulla sua strada, ci abitano uomini, donne e bambini, gente che magari ha fatto fatica a mettere insieme i soldi per una casa che verrà espropriata a basso costo. Gli altri, quelli cui la casa non la tireranno giù, il Tav se lo vedranno (e sentiranno) sfrecciare sotto il naso.
La retorica di chi vuole l’opera ad ogni costo è piena di due parole ripetute ossessivamente perché entrino nelle teste di ciascuno di noi. Le parole sono progresso e collegamento con l’Europa: l’immagine è quella della piccola Italia schiacciata dietro la catena alpina, mentre fuori corrono veloci treni e autostrade: camion e vagoni pieni di biscotti, caramelle e copertoni che vanno in Francia mentre dalla Francia arrivano biscotti, caramelle e copertoni e in entrambe le direzioni viaggiano le merci prodotte con il sudore e il sangue dei lavoratori dell’Asia e dei mille sud di un mondo dove la globalizzazione della miseria va di pari passo con la globalizzazione delle merci.

Ma a noi, alla nostra vita, serve tutto questo?
I dati, confermati anche dai tecnici governativi, dicono di no. Una linea che collega Torino alla Francia c’è già ed è sotto utilizzata: ogni giorno ci passano 78 treni e ne potrebbero passare 210 prima che la linea si saturi e il faraonico scalo intermodale di Orbassano è utilizzato ad 1/3 della sua potenzialità perché non ci sono merci da trasportare.

Sulla Torino Lione i privati non hanno investito un euro, ma i costruttori si preparano ad incassarne milioni. Soldi pubblici, presi dalle nostre tasche.
Nel 2005 le barricate hanno fermato il Tav: i politici gli hanno riaperto la strada.
Fermarli è possibile. Anche a Torino.

Contro chi devasta il territorio e saccheggia le risorse
Per la vita, la libertà, il futuro di tutti

Presidio torinese No Tav Stazione di Collegno
No Tav Autogestione – Torino
Osservatorio Ecologico - Torino

mercoledì 13 gennaio 2010

Presidio permanente No Tav alla stazione di Collegno

Presidio permanente No Tav alla stazione di Collegno


Giornata difficile per chi cerca di imporre con la forza la realizzazione della linea ad alta velocità tra Torino e Lyon. Era il giorno dei sondaggi, il giorno delle trivelle. I no tav non potevano mancare. Dopo una lunga notte di attesa al presidio permanente all’autoporto di Susa, gli uomini di LTF, scortati da un imponente schieramento di polizia hanno dovuto fare marcia indietro di fronte alle centinaia di manifestanti che li aspettavano di fronte ai fuochi.

Tra Orbassano, Torino e Collegno venivano piazzate altre trivelle, ma anche qui la risposta non è tardata ad arrivare. Mentre gruppi di No Tav giravano per gli altri siti a monitorare la situazione, altri, inizialmente una piccola delegazione, poi un numero sempre crescente ha dato vita ad un presidio di fronte alla stazione di Collegno, dove – in terreni di proprietà delle Ferrovie – circondati da un imponente schieramento di polizia era stata di soppiatto piazzata una trivella.

Per l’intera giornata gli operai della ditta Trevi hanno lavorato circondati da carabinieri, poliziotti e finanzieri in tenuta antisommossa a loro volta assediati da un numero crescente di manifestanti.

Nel tardo pomeriggio un’affollata assemblea ha dato deciso di resistere di fronte alla stazione, dando vita al primo presidio No Tav nell’area metropolitana di Torino.

Sulla Stampa i si tav gridano vittoria per le trivelle che hanno cominciato a lavorare nel chiuso di aree private – ad Orbassano o nella desolazione della discarica Amiat di via Germagnano. Chi si accontenta…

Ma noi sappiamo che – in valle come a Torino – le uniche ragioni dei si tav sono quelle della forza e, con la forza bruta, la militarizzazione di intere città e paesi, l’imposizione con blindati e manganelli, non faranno molta strada.

Lo abbiamo dimostrato nel 2005, lo stiamo dimostrando anche oggi: un popolo che resiste, passo dopo passo, vince.


Sarà dura ma ce la faremo.


Invitiamo tutti a dare il proprio appoggio ai presidi di Susa e Collegno. Serve legna, cibo, e a Collegno, anche gazebo e tende. Ci trovate di fronte alla stazione. Stasera alle 17,30 assemblea No Tav al presidio di Collegno.


Per info e contatti:

338 6594361

notav_autogestione@yahoo.it


lunedì 11 gennaio 2010

aperitivo e Riunione Notav alla Boccia Squat


Lunedì 11 Gennaio 010
ore 20:00

Aperitivo Bellavita
assemblea urgente
si parlerà delle imminenti trivellazioni per il Tav
La Boccia Squat
NoTav Info Contatto
aggiornamento ore 13:30 Lunedì 11 Gennaio 2009

Il presidio di Susa ha il telefono. Possiamo chiedere notizie, portare solidarietà, inviare sms di incoraggiamento ma soprattutto dobbiamo essere presenti fisicamente al presidio. Un giorno o un'ora. Una notte o un pomeriggio.
Il numero di telefono è quello che aveva Raul. E questo è un segnale forte.
Il numero è 3463939507.
Oggi non è ancora successo niente, ma la giornata non è ancora finita e non crediamo che il governo paghi l'albergo alle truppe senza iniziare i lavori.
Questa notte e domani prevediamo momenti molto caldi nonostante la temperatura rigida.
Teniamoci pronti. Questa volta tocca a tutti noi. Come allora.