Visualizzazione post con etichetta contro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta contro. Mostra tutti i post

martedì 23 febbraio 2010

Resoconto concerto contro sgomberi e repressione!



[Torino] Pomeriggio musicale contro sgomberi e repressione

Gli squatter di Torino organizzano uno spettacolare pomeriggio musicale ed informativo! Dalle ore 15 circa in piazza Vittorio Veneto si sono susseguiti concerti, dj set ed interventi di alcuni esponenti del movimento per ribadire che le case occupate di Torino non sono in vendita e non si toccano! Sono stati ricordati i martiri Edo e Sole, una breve storia delle occupazioni torinesi fino agli ultimi sgomberi, e diverse migliaia di persone hanno preso parte alla festa, alcuni curiosi si sono informati, la solidarietà è stata totale, da qualunque estrazione provenisse.

Oltre alla musica (i Terribili, Kutfaces, dj set di samuel, El tres, Mao e i Santa Barba, dj set di max casacci) erano presenti diversi banchetti, pubblicazioni, libreria anarchica, maglie, grande è stato il supporto a Radio BlackOut ed alla sua campagna contro lo sfratto previsto, a quanto pare, il 31 marzo.
Per una volta le forze dell'ordine si son tenute alla larga, fatta eccezione per qualche digos e una trentina di affaticati agenti all'inizio di via Po, annoiati forse dal non poter sfogare le proprie frustrazioni con qualche sana manganellata.











mercoledì 13 gennaio 2010

[Livorno] manifestazione nazionale contro gli omicidi di stato


la conferenza stampa di Maria Ciuffi - Indymedia piemonte

Concentramento alle Ore 10.00 in Piazza della Repubblica - Livorno:


Hanno confermato la presenza:
MARIA CIUFFI per MARCELLO LONZI
HAIDI GIULIANI per CARLO GIULIANI
PATRIZIA ALDROVANDI per FEDERICO ALDROVANDI
ORNELLA GEMINI per NIKI APRILE GATTI
BIANZINO per ALDO BIANZINO
RITA CUCCHI per STEFANO CUCCHI
MARIA IANNUCCI per IAIO

INFORMIAMO ED INVITIAMO I FAMILIARI DELLE ALTRE VITTIME di STATO A PARTECIPARE ADERENDO:

Ecco qui alcuni appelli alla manifestazione

-inviatecene altri a questo indirizzo:
fenix-occupato@inventati.org
così li posteremo:


dalla Toscana:
16 DICEMBRE 1969 40 anni fa Giuseppe Pinelli Moriva assassinato nei locali Della questura di Milano
……..UCCIDE ANCORA
OGGI COME ALLORA
LO STATO...

SERANTINI, GIULIANI, LONZI, ALDOVRANDI, BIAZINO, APRILE, GATTI, MASTROGIOVANNI, CUCCHI. Centinaia gli uccisi nelle stragi, nelle carceri, nei manicomi,nelle caserme, nelle strade, nei CPT, oggi CIE.

LO STATO SI ASSOLVE COPRENDO I SUOI ASSASSINI. NESSUN GOVERNO VUOLE LA VERITA' NESSUNO STATO DARA'GIUSTIZIA
ADERIAMO CONTRO LA CONTINUA MATTANZA ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE di LIVORNO il 16 GENNAIO IN PIAZZA Della REPUBBLICA alle ORE 10

ANARCHICI TOSCANI

****************************************
da Milano:

MORTI DI STATO ovvero ASSASSINATI dallo STATO nelle GALERE ITALIANE e nelle STRADE NELLE CARCERI ITALIANE SI MUORE?

Venerdì 18 dicembre il giovane Uzoma Emeka, 32 anni nigeriano, muore in circostanze misteriose nel carcere di Castrogno (Teramo); tre mesi prima aveva assistito al pestaggio da parte delle guardie di un altro detenuto. Come accade sempre in questi casi le "autorità" spiegano gli omicidi con la solita frase "decesso per cause naturali" ma è sufficiente vedere le foto del corpo di Marcello Lonzi per capire che non c'è assolutamente niente di naturale - eppure dopo più di sei anni, un'archiviazione, una riapertura del caso e un iter di esami e perizie costosissime - per Marcello Lonzi si attende a breve una risposta proprio dalla Procura di Livorno. Purtroppo la lista dei morti nelle carceri italiane è lunga e non ha mai fine (nel 2009 sono stati 175 i morti, il numero più alto registrato dal 2000 ad oggi per un totale di 1564 persone in neanche 10 anni), è un bollettino di guerra, quella stessa guerra che lo Stato Italiano conduce contro i proletari anche mediante le galere. Recentemente la morte di Stefano Cucchi che stranamente ha interessato parecchio stampa e tv, gli stessi che non si sono per nulla occupati della recente archiviazione per la morte di Aldo Bianzino, avvenuta nel carcere di Perugia. Federico Aldrovandi pestato a morte una notte mentre tornava a casa da solo e non dimentichiamo neanche Carlo Giuliani ucciso dal potere che veniva duramente contestato nelle giornate del G8 di Genova nel 2001. E quante sono le morti che nessuno rivendica, quelle facilmente occultabili, quelle di tanti e tante immigrate che non avendo il permesso di soggiorno scompaiono come se non fossero mai esistiti? E nei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), cioè galere speciali per soli immigrati/e, sono botte e suicidi, quindi omicidi da parte dello Stato, messi a tacere e considerati effetti collaterali della guerra contro l’immigrazione.
Noi non dimentichiamo né perdoniamo gli assassini in divisa.

NELLE CARCERI ITALIANE SI MUORE PERCHE’ SI VIENE UCCISI.

SABATO 16 GENNAIO 2010 Manifestazione a Livorno Concentramento ore 10.00 in Piazza della Repubblica a Livorno

Apriranno il corteo alcune mamme dei giovani assassinati e
sottolineano che non sono gradite bandiere di partito né passerelle per personaggi politici.
Partenza da Milano in pullman:
ore 7.00 Piazza Monte Titano (dietro alla Stazione FS di Milano Lambrate - Metro Linea 2)
ore 7.30 Famagosta (fermata Metropolitana Linea 2 - Viale Cassala)
Costo del viaggio a/r: più siamo meno paghiamo.
Per informazioni e/o prenotazioni: 328.2315280


martedì 27 ottobre 2009

Doppio attacco

24 ottobre. Per impedire un volantinaggio indetto pubblicamente dai neofascisti di Casa Pound, alle tre di pomeriggio circa 150 compagni si radunano in piazza San Carlo. Dopo un po’, qualcuno si accorge che i camerati stanno ben nascosti a un isolato di distanza, oltre il cordone di celere: i manifestanti fanno velocemente il giro dell’isolato e attaccano i fascisti di sorpresa. Di questi, una decina scappa subito, mentre tre o quattro rimangono e si prendono le botte, fino a quando la polizia non accorre in loro aiuto e respinge i gli antifascisti, dividendoli in due tronconi. Dopo qualche minuto di tensione, i manifestanti si riuniscono di nuovo in piazza San Carlo e attendono che i fascisti se ne vadano, con le pive nel sacco. Risolto il primo problema, si pensa immediatamente alla Lega Nord, che poco distante aveva allestito un gazebo con lo striscione “no alle cliniche nelle stalle” per protestare contro l’ambulatorio popolare Fatih aperto nel centro sociale Gabrio. Ma l’indegna provocazione dura ancora poco. I manifestanti si spostano velocemente in piazza Castello, e la celere colta di sopresa non riesce a impedire che il gazebo finisca a gambe all’aria, e lo striscione strappato e incendiato. La polizia per tre volte tenta di disperdere i manifestanti, caricandoli, ma questi riescono sempre a ricompattarsi e a chiedere a gran voce che la Lega se ne vada. Moltissima gente si ferma a guardare, e simpatizza con gli antifascisti. I leghisti, ormai accerchiati da una piazza ostile, ripiegano i resti del gazebo e attendono l’ambulanza che deve portare uno di loro all’ospedale, con il ghiaccio in testa e la cinghia ancora in mano: si tratta niente meno che del figlio di papà Carossa. Risolta anche la seconda questione, i manifestanti finiscono la giornata con un breve corteo spontaneo lungo via Po verso Palazzo Nuovo.Ascolta una diretta da piazza San Carlo.



fonte

domenica 25 ottobre 2009

Cariche e botte, i centri sociali attaccano tutti


di andrea rossi

TORINO

Due ore ad alta tensione in pieno centro, di sabato pomeriggio. Oltre cento autonomi, anarchici e ragazzi dei centri sociali schierati contro Casa Pound, l’organizzazione di estrema destra, e un gazebo della Lega Nord in piazza Castello. In mezzo, la polizia, a cercare di tenere lontani i gruppi ed evitare scontri feroci. Cariche di alleggerimento, e poi bastoni, cinghie, insulti e minacce. Tutto intorno la folla del sabato pomeriggio. Il pomeriggio termina con quattro feriti - tre militanti del Carroccio e una passante - e una sfilza di denunce in arrivo.

Del gazebo della Lega restano i brandelli. Dello striscione contro l’ambulatorio medico aperto dentro il centro sociale Gabrio («una stalla») è rimasta una chiazza nera a terra. L’hanno bruciato. È buio, piazza Castello si svuota. Il furgone bianco dei leghisti è sparito da un pezzo. Le camionette della polizia rincasano lente.

Ultima immagine di un pomeriggio ad alta tensione: autonomi, anarchici e centri sociali contro Casa Pound, l’organizzazione di estrema destra, in piazza Castello; poi contro i giovani della Lega in piazza Castello; infine contro leghisti e neo-fascisti insieme, un cordone di polizia in mezzo, migliaia di passanti intorno. Botte, minacce, spranghe e cinghie, nel cuore del sabato pomeriggio, la piazza chiusa al traffico per un paio d’ore. Finisce con quattro feriti lievi: tre militanti leghisti tra cui Riccardo Carossa, figlio del consigliere comunale della Lega Mario, e una passante.

Casa Pound, una decina di persone, ha organizzato un banchetto e un’azione di volantinaggio in piazza San Carlo. La contro mobilitazione scatta immediata poco dopo le tre del pomeriggio. Una cinquantina di autonomi e anarchici irrompe in piazza. Sono decisi a impedire la manifestazione del drappello di Casa Pound. Nel giro di un’ora diventano più di cento. E la polizia deve intervenire per evitare che i due blocchi entrino in contatto. Una serie di piccole cariche fa ripiegare gli autonomi. I giovani di estrema destra si spostano di qualche isolato, davanti al museo Egizio, quelli dei centri sociali li inseguono. Ancora cariche degli agenti per impedire lo scontro. La polizia spinge il corteo antagonista verso piazza Castello, proprio dove i giovani della Lega hanno montato un gazebo.



Altri momenti di tensione. Volano accuse: «Chiudere i centri sociali». «Razzisti. Andatevene a casa». Alcuni autonomi e anarchici lanciano uova, altri - facce coperte dalle sciarpe - si avventano sul gazebo e lo fanno a pezzi. I leghisti si armano di cinghie, impugnano i sostegni del gazebo come bastoni. Calano mascherine e fazzoletti verdi sul volto. In mezzo ai giovani padani - una quindicina - c’è la deputata Elena Maccanti. Anche il capogruppo in Comune Mario Carossa brandisce una cintura. Più tardi dirà: «Rivendico il diritto di difendermi. Non potevo stare lì a prendere botte». Il gruppo di Casa Pound arriva a dare manforte ai leghisti. I poliziotti riemergono da piazza San Carlo e cercano di separare i due gruppi. Vola qualche manganellata. Una colpisce alla nuca un ragazzo della Lega. Lo scontro è questione di pochi secondi. I due gruppi si fronteggiano separati dal cordone di polizia. Tra i più caldi Ambrosie Soha, ivoriano, militante leghista. In serata l’europarlamentare Mario Borghezio accusa: «Contro Soha c’è un razzismo di sinistra. L’hanno aggredito solo perché africano e della Lega».

E mentre il capogruppo alla Camera Roberto Cota chiede di «adottare tutte le misure necessarie per contrastare questa violenza contro la Lega» gli antagonisti parlano di «giornata importante». «Vogliamo ribadire che non accettiamo che i neonazisti possano mettere piede a Torino», dice un loro portavoce. «La manifestazione si è ingrossata nel corso della giornata mostrando l’insofferenza alle idee e ai metodi della Lega». «Chi quotidianamente sparge i semi della violenza e dell’intolleranza non può che raccogliere quello che semina», aggiunge Vincenzo Chieppa, segretario dei Comunisti italiani. Il questore Aldo Faraoni arriva in piazza Castello. In Questura si visionano i filmati della battaglia in centro. Poi arriveranno le denunce.