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martedì 4 maggio 2010

Ma che cos’è un volo delle deportazioni?

Un video ed un testo che stanno circolando in rete, e che ci possono aiutare a dare una risposta a questa domanda.



Le persone portate come cadaveri

Ho avuto lo choc della mia vita quando abbiamo cominciato il nostro viaggio [dal centro di detenzione] di Tinsley House all’aeroporto. Siamo restati nel bus dalle ore 11 alle 18 senza poter uscire. Nel bus non abbiamo potuto muoverci né uscire per 7 ore, poiché ogni detenuto era scortato da due agenti di sicurezza.
Gli agenti di sicurezza prendevano una pausa ogni 30 minuti ed erano rimpiazzati da altri agenti, mentre noi, restavamo seduti, stretti come sardine in scatola. Le mie gambe si sono gonfiate e sembravano pesanti come mai mi era successo.
Più le ore avanzavano, più ogni ora era per noi un’ora di lotta. Mi sentivo sempre più debole, come se il mio sangue avesse smesso di circolare. Non eravamo affatto preparati a ciò che stava per succedere su quel volo charter.
Ovunque posassi il mio sguardo, non c’era che punizione gratuita.
C’erano molte donne tristi e molti bambini nei loro passeggini. I bambini piangevano con veemenza vedendo come i loro genitori venivano trattati. Su questo volo c’erano molte donne con neonati e i minori separati dai loro genitori avevano la tristezza sul viso.
Siamo partiti da un altro aeroporto, Gatwick. Siamo atterrati a Dublino. Là, molti altri sono saliti sul volo charter. I detenuti di Dublino sono stati condotti all’aereoporto nei furgoni penitenziari e avevano le manette ai polsi. Molti erano stati percossi abbondantemente prima di essere imbarcati.
Già nella stessa Gran Bretagna, un minore era stato picchiato quando aveva cominciato a scrivere il suo messaggio «Ho lasciato la Nigeria quando avevo 3 anni, non ho più alcuna famiglia in Nigeria» L’agente di sicurezza al suo fianco gli diceva che non serviva a niente scrivere e che si doveva calmare. Tutt’a un tratto, dalla folla sono partite delle grida che dicevano che dovevano smettere di picchiarlo in quel modo. Hanno gridato così forte che i medici sono accorsi ad occuparsi del ragazzo.
Siamo partiti da Dublino per la Spagna, ed è là che è stato più orribile: uomini e donne ammanettati alle mani e ai piedi. I due agenti di sicurezza ai miei lati hanno realizzato che le mie gambe bruciavano. Quello alla mia sinistra mi ha chiesto se avevo problemi alle gambe e gli ho detto che avevo le vene collassate. Hanno chiamato immediatamente la squadra medica.
Questi hanno detto che non era previsto che fossi espulso su quel volo. L’agente di sicurezza ha di nuovo chiesto cosa si potesse fare nell’immediato. I medici hanno risposto che bisognava autorizzarmi a camminare o a trovare un posto dove mettere le gambe in alto. Riuscivo appena a muovere le gambe. E’ stata un’altra causa di sofferenza ed esasperazione.
Quando ripenso a come siamo stati trattati su questo charter, uno spettro arriva a svuotarmi il cuore. Non mi è mai stato dato un rapporto medico, benché l’avessi chiesto mille volte. Tutti gli ospedali che ho visitato mi domandavano questo rapporto che io non avevo.
Eravamo spaventati in questo aereo, ero spaventato dal gran numero di gente che non voleva tornare nel proprio paese.
La mia esperienza: attacchi di panico che mi assalivano quando vedevo come gli agenti picchiavano tutti quelli che cercavano di contrastare i loro piani.
Già all’aeroporto, tanta gente è stata maltrattata, in Spagna i detenuti sono stati insultati, la polizia li aggrediva verbalmente e li picchiava.
Quando sono rivenuto dai bagni, ho visto molti di quei detenuti che erano saliti in Spagna e avevano le manette.
Ho provato a domandare alla polizia perché stavano così, e allora i poliziotti hanno cominciato a picchiarmi fino a quando i poliziotti inglesi non li hanno fermati, a causa del mio stato di salute.
C’erano molti bambini che piangevano a causa di queste violenze e queste grida nell’aereo. L’insieme di questi atteggiamenti inattesi mi ha ricordato le mie esperienze di tortura.
Tra i passeggeri venuti dalla Gran Bretagna, molti gridavano per dire che dovevano prima passare davanti a un tribunale, altri per dire che avevano moglie e figli qui in Gran Bretagna. Molti si domandavano cosa sarebbe successo ai loro beni che avevano lasciato.
La mia grande sorpresa è stata di non atterrare in un aeroporto nigeriano normale, ma di atterrare su un terreno chiamato NACO AIRPORT (scalo merci) e che i nostri bagagli erano stati posati lì senza alcuna custodia e molti mancavano.


mercoledì 4 novembre 2009

Spagna - Liberati cervi, sabotati un veicolo e un generatore in memoria di Barry Horne


Alcuni mesi fa siamo venuti a conoscenza che una ditta chiamata Venison Deer (www.venisondeer.com) localizzata a Marugán, Segovia, si dedicava all'allevamento di cervi per venderne i cadaveri a ristoranti e macellerie. Inoltre parte dei cervi erano utilizzati per ripopolare terreni di caccia ed un ospedale di Toledo, come materiale per la sperimentazione.
Noi crediamo che qualsiasi animale con la capacità di soffrire si meriti dei diritti innegabili. Forse il più importante di essi è il diritto a non esser utilizzato come risorsa. Questi cervi venivano sfruttati come risorsa alimentare o risorsa per quelli che si divertono ammazzando o ancora come materiale da laboratorio. Certo, Venison Deer è un esempio di come tutte le forme di sfruttamento animale siano collegate tra di esse e siano tutte ugualmente detestabili.
Dopo diverse settimane di ricerche sulla ditta e numerose visite notturne alla fattoria, la notte del 30 ottobre ci siamo recati nel paese di Marugán per restituire la libertà ai cervi, quella libertà che l'imprenditore specista Javier Martín aveva rubato. Per 3 ore abbiamo tagliato il filo spinato della recinzione, abbiamo sabotato un veicolo 4x4 e il generatore elettrico. Dopo aver tirato giù oltre la meta della recinzione, abbiamo spinto i cervi verso le molteplici vie di fuga. Sappiamo che almeno 50 di essi sono riusciti a riacquistare la libertà e all'alba abbiamo pensato che molti altri si saranno resi conto che non c'era più nessuna recinzione che li impediva di tornare nelle campagne. Comunque, se qualche cervo è rimasto dentro, torneremo per tiralo fuori.
Inquadriamo questa liberazione all'interno delle azioni in memoria del compagno Barry Horne, che ha dato la sua vita il 5 novembre 2001 in uno sciopero della fame per la liberazione animale.

Frente de Liberación Animal

mercoledì 28 ottobre 2009

LIBERAZIONE DI VISONI IN SPAGNA

19/10/2009 - SPAGNA
Informazioni tratte da vari media locali spagnoli (heraldodesoria.es, elperiodico.com, la opinioncoruna.es...):



Secondo quanto riportato da media locali quattro allevamenti di visoni sarebbero stati colpiti tutti la notte di domenica 18 ottobre. Uno dei quattro si trova assai distante dagli altri tre. Le gabbie aperte contenevano circa 10.000 visoni ma sembra che solo 1000 siano riusciti a scappare. Alcuni sarebbero stati anche ricatturati a 2 chilometri di distanza dall'allevamento. El Periodico riporta invece che circa 16.500 visoni sarebbero stati liberati dai 3 altri allevamenti situati tutti nella regione della Galicia. Alcuni sarebbero stati ricatturati sempre secondo i media, che inizialmente hanno minimizzato l'accaduto.
Oltre al fatto notevole della liberazione la stessa notte da quattro allevamenti di visoni è degno di nota sottolineare che per la prima volta un'associazione (Igualdad Animal) ha emesso un comunicato pubblico ufficiale di appoggio ad azioni del genere e ha preavvisato di un'investigazione sugli allevamenti di visoni in uscita probabilmente per la fine dell'anno.*



* Foto tratte da laopinioncoruna.es


Ecco una rassegna stampa in lingua spagnola di quanto accaduto:

http://www.laopinioncoruna.es/coruna-metro/2009/10/19/investigan-sabotaje-granjas-visones-abegondo/327938.html

http://www.20minutos.es/noticia/544492/0/fuga/visones/carretera/

http://www.lavozdegalicia.es/coruna/2009/10/19/00031255946472631525559.htm

http://www.elcorreogallego.es/galicia/ecg/tratan-cazar-decenas-visones-escaparon-granja-abegondo/idEdicion-2009-10-19/idNoticia-478676/

http://comunidad.laopinioncoruna.es/galeria-multimedia/Corua/Suelta-visones=
/8298/1.html
(galleria fotografica del recupero dei visoni)

http://www.heraldodesoria.es/index.php/mod.noticias/mem.detalle/idnoticia.33383




Fonte